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Superfood: cos’è il mankai, la lenticchia d’acqua ricca di proteine e nutrienti

Da qualche anno si parla delle virtù di questa importante alternativa alle proteine animali. Per ora è poco diffusa, ma una start-up ci sta puntando molto

Un concentrato di proteine degno di una bistecca nell’ortaggio a foglia più piccolo del mondo. Negli ultimi anni si è aggiunta un’altra voce alla lista degli ingredienti che, nel futuro, potrebbero portarci a fare a meno della carne nella nostra alimentazione: il Mankai. È il nome commerciale di una lenticchia d’acqua (nome scientifico: Wolffia Globosa), particolarmente esaltata per le sue virtù. Chi ci sta puntando, afferma che integrarla nel cibo che mangiamo, anche quello processato, potrebbe rendere i nostri pasti di gran lunga più nutrienti.

Il Mankai, la lenticchia d'acqua tipica del Sud Est asiatico, potrebbe essere una valida fonte di quelle proteine e nutrienti che solitamente troviamo solo nei derivati animali

Il problema delle proteine

Il problema di passare a una dieta vegana, quindi senza proteine animali, è proprio quello di assumere le giuste dosi di ciascun nutriente necessario al nostro organismo. La rinuncia alla carne – per motivi etici, per proteggere l’ambiente o per ragioni di salute –, comporta la perdita di una fonte di amminoacidi con cui il nostro corpo costruisce le proteine e la riduzione dei rifornimenti di ferro (presente nell’emoglobina dei tessuti animali). Ma soprattutto sparisce dai radar la vitamina B12, di cui a oggi non si conoscono fonti vegetali.

Da dove arriva il Mankai

Con il Mankai potrebbe essere colmato questo vuoto. La Wolffia Globosa è originaria del Sud Est asiatico, in particolare dell’area del Laos, Vietnam e Thailandia del Nord. È una lenticchia d’acqua, senza radici e galleggia nell’acqua dei fiumi. Mangiata per centinaia di anni, le donne di queste terre le raccoglievano lungo i corsi d’acqua più calmi durante l’inverno e le usavano per preparare insalate e zuppe dall’alto contenuto proteico.

Benefici nutrizionali e per l’ambiente

Nel 2019, attorno a questo minuscolo ingrediente vegetale si è creato molto entusiasmo e sono stati i risultati di alcuni studi. Uno di questi ha constatato che il suo consumo porta a un aumento della concentrazione ematica di amminoacidi essenziali e vitamina B12. Un’altra ricerca ha mostrato che  una dieta a basso contenuto di carne da parte dell’uomo non compromette l’omeostasi del ferro (in sintesi, il mantenimento del suo valore) quando integrata con il Mankai. Un terzo studio, infine, ha scoperto che consumato al posto di certi elementi (in questo caso lo yogurt nel frullato), dà una risposta glicemica più contenuta e offre un maggior senso di sazietà.

La produzione di questa lenticchia sarebbe un toccasana anche per l’ambiente. Si può coltivare tutto l’anno, in qualsiasi luogo (sono necessarie delle serre per l’acquicoltura). Non è richiesto grande spazio, quindi si riduce il consumo di suolo. E non comporta grossi consumi in termini energetici e di acqua. Tutti temi particolarmente problematici quando si va a osservare la filiera della carne.

Chi ci scommette

Insomma, potrebbe essere un valido sostituto da più punti di vista. Per questo, Hinoman, start-up agritech israeliana ha investito sei anni di ricerche e risorse per sviluppare un sistema sicuro e sostenibile per la sua coltivazione. Il marchio Mankai combina le parole “manna”, ovvero cibo mandato dal cielo,”chai”, che significa “vivo” in ebraico, e “khai-nam” il nome thailandese della lenticchia d’acqua. L’ingrediente (venduto solo online, per ora)  può essere integrato a ogni pasto e a un lungo elenco di piatti: frullati, hamburger vegani, pasta, dolci, ecc. Hinoman conta di farlo conoscere ampiamente entro il 2025. “Non vediamo il Mankai come una fonte alternativa di proteine – ha detto Ron Salpeter, uno dei tre fondatori dell’azienda –, quel termine non rende giustizia alle virtù del prodotto. È un superfood, un sogno per i dietisti.

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Giornalista, ex studente della Scuola di Giornalismo Walter Tobagi. Osservatore attento (e preoccupato) delle questioni ambientali e cacciatore curioso di innovazioni che puntano a risolverle o attenuarne l'impatto. Seguo soprattutto i temi legati all'economia circolare, alla mobilità green, al turismo sostenibile e al mondo food