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Sul pianeta aumentano i piccoli laghi: perché sono una minaccia per il clima

Uno studio ha mostrato che il numero di laghi sulla Terra è in aumento e l’impatto dei piccoli specchi d’acqua dolce sulle emissioni è significativo.

I laghi custodiscono ecosistemi unici, ma il numero dei piccoli specchi d’acqua sul pianeta è in aumento e questa non è una buona notizia. A tali ambienti è, infatti, connessa un’elevata quantità di emissioni di gas serra e uno studio di recente pubblicato in Nature Communications ha lanciato l’allarme. Crisi climatica e interventi umani sono le principali cause dei cambiamenti e ora intervenire è cruciale.

piccoli laghi pianeta
Foto: Valentine Kulikov @Pexels

Lo studio

A concentrarsi su come i piccoli laghi si stiano moltiplicando sul pianeta ci ha pensato un team dell’Università di Copenaghen. I ricercatori hanno proposto una valutazione esaustiva della superficie coperta dagli specchi d’acqua dolce, tenendo conto anche di quelli di dimensioni molto ridotte. Per farlo si sono serviti di una combinazione di immagini satellitari e algoritmi di deep learning. L’obiettivo era comprendere come il paesaggio terrestre fosse cambiato tra il 1984 e il 2019 e tracciare un bilancio relativo alle emissioni di gas serra connesse ai mutamenti. Metano e CO2 sono il risultato dell’azione di batteri e funghi che si nutrono della materia organica che si accumula sul fondo dei laghi. In caso di profondità poco elevata tali sostanze raggiungono agevolmente la superficie, e quindi l’atmosfera, influendo in modo significativo sul riscaldamento globale.

I piccoli laghi sul pianeta aumentano

Lo studio ha mostrato che negli ultimi 40 anni sul pianeta i piccoli laghi sono aumentati. La ricerca ha individuato 3.4 milioni di specchi d’acqua dolce sulla Terra. Tra il 1984 e il 2019 la superficie da questi occupata è aumentata di 46.000 km2, un’area più estesa di quella occupata dalla Danimarca. Ciò si traduce in una brusca impennata delle emissioni, con 4.8 trilioni di grammi di CO2 in eccesso prodotti ogni anno. Si tratta di una quantità di gas equivalente a quella prodotta dal Regno Unito nel 2012. Un ruolo di rilievo è rivestito dai laghi che occupano superfici inferiori a 1 km2. Per quanto questi costituiscano solo il 15% del totale, il 45% della crescita delle emissioni di anidride carbonica è attribuibile a essi. La percentuale raggiunge il 59% per il metano.

Cosa sta succedendo?

A determinare il moltiplicarsi dei piccoli laghi sul pianeta hanno contribuito diversi fattori. Ad avere le maggiori responsabilità è, ancora una volta, l’uomo. La metà dei piccoli specchi d’acqua dolce aggiuntisi negli ultimi 40 anni è, infatti, di origine artificiale. A creare il restante sfasamento è, invece, il riscaldamento globale. Lo scioglimento dei ghiacciai e del permafrost alimenta le riserve d’acqua dolce. Gli scienziati si augurano, ora, che i nuovi dati vengano presi in considerazione tanto dalle autorità, quanto dagli esperti. Capire come gestire al meglio gli ecosistemi lacustri e rivalutare la distribuzione delle risorse idriche è fondamentale. I bilanci relativi agli scenari climatici futuri e alle emissioni non potranno, poi, che essere ricalibrati.

I laghi sono parte integrante del paesaggio del pianeta, ma evitare che i piccoli specchi d’acqua dolce diventino un problema, anziché una risorsa, è fondamentale. Oggi tali ecosistemi sono responsabili del 20% delle emissioni di CO2 globali e il bilancio sembra destinato a peggiorare. Le comunità che dipendono da essi sono, poi, diverse e capire come conciliare le esigenze climatiche con quelle economiche e sociali non è semplice.

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Laureata in Filosofia, credo fermamente che ogni sfaccettatura del sapere umano meriti di essere inseguita. Amo la lettura, gli animali e la natura e penso che solo continuando a farsi domande sia possibile mantenere uno sguardo vigile sul mondo.