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Sperimentazione animale: stop negli USA per il 2035

Sempre meno sperimentazione animale, con stop per i mammiferi nel 2035. È quello che propone l’U.S. Environmental Protection Agency di Washington, spronando lo sviluppo di tecnologie alternative.

La sperimentazione animale sarà sempre meno utilizzata, con uno stop totale all’uso di mammiferi per il 2035. La notizia viene data dall’EPA – l’U.S. Environmental Protection Agency – che si occupa di stabilire le linee guida per la sicurezza di medicinali e altre sostanze chimiche. Questa notizia è stata accolta con reazioni contrastanti, tra chi la salute come un ottimo passo verso il rispetto degli animali e chi invece la giudica come un’iniziativa pericolosa.

sperimentazione animale

Niente più topi, cani o altri mammiferi

Il fatto che l’EPA abbia dato questa notizia è molto rilevante, visto che è proprio lei a chiedere test alle aziende per i loro prodotti, valutando la pericolosità di diverse molecole e composti. Solitamente si concentra su nuovi pesticidi e sostanze potenzialmente pericolose per l’ambiente, e questi sono normalmente studiati sugli animali, prettamente mammiferi come cani, topi o porcellini d’India.

Le aziende hanno salutato con ottimismo questa scelta: per loro i test sugli animali sono molto dispendiosi e richiedono troppo tempo per essere portati a termine, mentre sperimentazioni alternative, come quelle svolte con simulazioni al computer o «organ-on-a chip». L’idea è quella di diminuire gradualmente l’uso di questo tipo di animali, tagliando del 30% il loro impiego entro il 2025. Per il 2035 invece l’EPA prevede la totale interruzione della sperimentazione animale sui mammiferi.

topi cani mammiferi

Il futuro della sperimentazione animale

La dott.ssa Jennifer Sass, senior scientist al Natural Resources Defense Council, ha invece espresso alcune preoccupazioni: «È molto deludente e molto frustrante – riferendosi alla scelta dell’EPA – consentirà a prodotti chimici potenzialmente pericolosi di contaminare l’ambiente o i prodotti di consumo». Per cercare di mitigare questo tipo di dubbi l’U.S. Environmental Protection Agency ha deciso di stanziare 4,25 milioni di dollari a 5 istituti per lo sviluppo di tecnologie alternative alla sperimentazione animale. Per ora saranno coinvolti la Johns Hopkins University, la Vanderbilt University e il Vanderbilt University Medical Center, la Oregon State University e la University of California.

Questa decisione metterà al sicuro un numero consistente di animali: si calcola che ogni anno siano tra i 20.000 e i 100.000 gli animali impiegati in esperimenti legati alla tossicità di certi composti chimici. Oltre 20.000 animali sono presenti direttamente nelle strutture dell’EPA, tra cui anche conigli, topi e ratti, abitualmente utilizzati per test legati all’inquinamento ambientale legato a smog o ozono.

Sembra che il lasso di tempo messo in conto agenzia sarà più che sufficiente per testare tutte le alternative alla convenzionale sperimentazione animale, trovando una soluzione che possa garantire la sicurezza sia per i cittadini che per gli animali.

REDAZIONE
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