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Solo 2 su 40mila: la strage dei pinguini in Antartide

Un bilancio tremendo quello che ha segnato i pinguini della regione orientale dell’Antartide, con i piccoli uccisi dal freddo, pioggia e fame. E la responsabilità probabilmente è nostra.

Numeri che pesano come macigni quelli che riportano i ricercatori per i pinguini della colonia di Adelia. In questa regione orientale dell’Antartide gli scienziati avevano stimato la nascita di 40mila piccoli da oltre 18mila coppie. Ma il risultato è stato completamente inaspettato: solamente 2 cuccioli sono riusciti a sopravvivere alla fame, al freddo pungente e alle piogge che hanno mietuto molte più vittime del previsto. Una notizia che tra l’altro va tristemente a braccetto con la nuova voragine apertasi sempre in Antartide, rimasta ancora senza spiegazione.

Solo 2 su 40mila: la strage dei pinguini in Antartide

La perfetta definizione di disastro ecologico

Non c’è altro modo con cui definire l’evento se non disastro ecologico, una vera e propria apocalisse che si è abbattuta sui pinguini di Adelia, sull’isola di Petrels. I ricercatori sono stati abbastanza inclementi sulle cause: attività antropiche e cambiamenti climatici hanno messo in ginocchio l’ecosistema di questi animali. La combinazione di eventi climatici in particolare è stata veramente impietosa.

Le piogge si sono abbattute impietosamente per tutto il periodo in cui i pulcini muovevano i primi stentati passi dopo essersi liberati dalle loro uova. Le piume impermeabili non ancora cresciute hanno permesso che si inzuppassero di acqua, proprio prima che le temperature crollassero. Il risultato è stato una devastante e la moria causata dal gelo.

La perfetta definizione di disastro ecologico

Se non fosse bastato comunque i piccoli erano già stati indeboliti da un altro fattore: la fame. L’accumulo di ghiaccio attorno all’isola aveva reso più distante il luogo di nidificazione dalla zona di caccia, uno scenario molto simile a quello verificatosi nel 2013. Questo per molte famiglie è significato non avere il tempo per tornare a casa con il cibo sufficiente a sfamare i piccoli.

In poche parole la concomitanza di tre eventi climatici, l’eccessivo freddo, ghiaccio e pioggia, sono bastati per causare questa inaspettata tragedia. E il colpevole in questo caso potrebbe essere proprio il cambiamento climatico, almeno così sostengono i ricercatori. Ora non resta che sperare di riuscire a tamponare la situazione, cosa che il WWF sta pensando di ottenere fermando la pesca al krill, così da evitare inutili competizioni con i pinguini.

Fonti: lifegate.it – ccamlr.org – La marcia dei pinguini

Matteo Buonanno Seves

Un giovane laureato in Scienze Gastronomiche con la passione per il giornalismo e il mai noioso mondo del cibo, perennemente impegnato nel tentativo di schivare le solite ricette e recensioni in favore di qualcosa di più originale.