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Solein: una nuova fonte di proteine per i vegani

Negli ultimi tempi si sente spesso parlare di Solein, un cibo «solare» vegan che potrebbe costituire nei prossimi anni la principale fonte proteica dell’alimentazione mondiale. Di cosa si tratta?

Quando si parla di cibo noi italiani siamo sempre sull’attenti: amanti della tradizione, accettiamo con riluttanza l’introduzione sul mercato di nuovi alimenti e quando sentiamo nominare Solein, un cibo ottenuto in modo artificioso, quasi futuristico, non possiamo evitare di stortare il naso. Frutto di una ricerca condotta unitamente dal VTT Technical Research Center of Finland e della Lappeenranta University of Technology (LUT), Solein nasce da una startup finlandese, la Solar Food.

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La Solar Food si propone di lanciare sul mercato, entro il 2021, una nuova fonte proteica perfetta per coloro che seguono una dieta vegetariana o vegana, ma non solo. Già perché Solein è davvero innovativa: non richiede terreni, grandi quantità di acqua né materie organiche ed è producibile anche in ambienti inospitali come deserti, distese di ghiaccio e… Marte!

Perché preferire Solein, la nuova proteina vegana?

Per produrre questa fonte proteica vegana, simile al lievito alimentare, occorrono il sole, l’acqua e l’anidride carbonica. Siamo molto lontani dai grandi campi coltivati con le monoculture che necessitano fertilizzanti, diserbanti e migliaia di litri di acqua, ma anche dagli allevamenti intensivi, una delle principali fonti di inquinamento ai giorni nostri. Se vi state quindi chiedendo perché preferire una «polvere proteica» a una fonte più tradizionale, come la carne o la soia nel caso di diete vegetariane e vegane, accanto alle considerazioni appena fatte, occorre valutare l’impronta idrica degli alimenti. Per «produrre» un chilogrammo di carne di manzo occorrono 15.500 litri di acqua; per ottenere 1 kg di soia ne occorrono 2.500. Un chilogrammo di Solein richiede solo 10 l di acqua.

solein fonte proteine

Senza contare l’impatto che gli allevamenti intensivi hanno sull’inquinamento ambientale, è facile rendersi conto di come sia facile che le riserve idriche mondiali siano destinate a esaurirsi in breve tempo, complice anche l’aumento esponenziale della popolazione e il surriscaldamento globale. Ecco quindi la principale motivazione che dovrebbe spingerci a utilizzare Solein o almeno a ridurre il consumo di carne. L’azienda stima che Solein sia composta dal 50% di proteine, dal 25% di carboidrati e dal 5-10% di grassi. La polvere ottenuta può essere consumata in purezza, benché risulti poco invitante, come integratore o come ingrediente principale di preparazioni più complesse che andranno poi a sostituire la carne o la soia. Addirittura si parla di utilizzare questo preparato all’interno di stampanti 3D per dar vita a nuovi alimenti.

Se quindi uno dei propositi alla base della nascita di questo prodotto, ossia l’utilizzo per sfamare le colonie su Marte, risulti alquanto futuristica e quasi fantascientifica, l’idea di produrre alimenti a prescindere dalle condizioni climatiche e del terreno dovrebbe portarci a riflettere sul cibo che consumiamo e sulla sua impronta idrica e renderci consumatori più consapevoli.

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Dopo una Laurea in Ingegneria mi sono allontanata dai numeri e avvicinata a nuove forme di espressione, come la fotografia e la scrittura. Il mio blog, Il Cucchiaio Verde, racchiude entrambe le passioni e ha come filo conduttore uno stile di vita vegetariano.