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Soglie di inquinamento atmosferico: allarme e nuove linee guida dall’OMS

Le soglie di inquinamento atmosferico ritenute sicure in molti Paesi si stanno rivelando inadeguate e in una nuova guida l’OMS ha lanciato l’allarme.

Le soglie di inquinamento atmosferico fissate in molti Paesi del mondo si stanno rivelando tutt’altro che sicure. Ad avvertire è una nuova guida redatta dall’OMS, che chiede interventi decisi. Le morti attribuibili alla pessima qualità dell’aria si stanno moltiplicando e perché la situazione non degeneri governi locali e comunità internazionali sono chiamati a mettersi in prima linea.

soglie di inquinamento atmosferico

L’inquinamento atmosferico:

Le soglie di inquinamento atmosferico ritenute idonee in molte realtà non possono più essere considerate tali. Nel 2016 l’inquinamento outdoor ha causato 4.2 milioni di morti premature, a causa di patologie cardiovascolari, cancro ai polmoni o altri disturbi. Ozono e biossido di azoto possono favorire l’insorgenza di problemi respiratori. Le PM 2.5 sono, invece, in grado di penetrare in profondità nei polmoni e di entrare nel flusso sanguigno. L’esposizione a tali sostanze si è, per altro, dimostrata pericolosa anche a breve termine e interessa sia i Paesi in via di sviluppo, sia quelli ad alto reddito. L’inquinamento indoor, soprattutto nelle prime realtà, aggrava il quadro causando ogni anno 3.8 milioni di decessi.

Nuove linee guida:

La necessità di stabilire nuove soglie di inquinamento atmosferico è apparsa evidente. L’OMS ha infatti analizzato più di 500 papers sull’argomento e ha deciso di aggiornare le proprie linee guida risalenti al 2005. Nel 2019, infatti, più del 90% della popolazione mondiale respirava aria inquinata e pericolosa, con gran parte dei decessi verificatisi nell’Asia Sud-Orientale e nella zona del Pacifico Occidentale. I livelli soglia di PM 2.5 sono stati, dunque, portati da 10 a 5 μg/m3, mentre quelli di NO2 sono stati ridotti da 40 a 10. Data l’attestata pericolosità dell’esposizione a breve termine ai diversi inquinanti, sono state ridefiniti anche i limiti per i livelli giornalieri.

Rispondere all’allarme:

Le nuove linee guida dall’OMS sulle soglie di inquinamento atmosferico non costituiscono purtroppo una garanzia. Esse sono, infatti, state redatte per indirizzare l’operato dei singoli governi, ma non hanno nessun potere vincolante. Il Regno Unito, con i limiti di PM 2.5 fissati attualmente a 25 μg/m3 e i progetti di portarli ai livelli fissati dall’OMS nel 2005 entro il 2030, ne offre un esempio. Negli studi vengono, poi, spesso analizzate le azioni dei singoli inquinanti e ciò li rende parziali. Nella quotidianità siamo infatti esposti a un mix di sostanze e l’impatto di tale interazione è ancora poco compreso. Energie rinnovabili, mobilità sostenibile e riciclo dei rifiuti devono, comunque, rimanere le uniche parole d’ordine.

Riservare alle nuove linee guida sulle soglie di inquinamento atmosferico la giusta considerazione appare doveroso. Una problematica ormai pressante e globale, non potrà certo essere risolta in modo univoco e immediato, ma il tempo stringe. Ci stiamo trasformando nelle prime vittime dei nostri stessi veleni e il rischio è che in futuro una boccata di aria fresca diventi ben più di un bene di lusso.

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Laureata in Filosofia, credo fermamente che ogni sfaccettatura del sapere umano meriti di essere inseguita. Amo la lettura, gli animali e la natura e penso che solo continuando a farsi domande sia possibile mantenere uno sguardo vigile sul mondo.