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Skyfarming: cos’è e dove si trovano i progetti più interessanti in Italia

Lo skyfarming, o vertical farming, è una pratica agricola nata per far fronte alla scarsa disponibilità di suolo coltivabile nelle città.

Anche nota come agricoltura verticale, lo skyfarming altro non è che un metodo di coltivazione a livelli sovrapposti, praticata in indoor, all’interno di edifici o addirittura grattacieli.

skyfarming
FOTO: Dagerotip George @Unsplash

Come nasce l’agricoltura verticale

Nato con lo scopo di far fronte alla scarsa disponibilità di suolo coltivabile nei contesti urbani, il concetto moderno di agricoltura a livelli è frutto della visione di Dickson Despommier, professore di Scienze della salute ambientale alla Columbia University.

Era il 1999 quando Despommier progettò insieme ai suoi studenti la prima skyscraper farm, fattoria grattacielo pensata per sfamare circa 50.000 newyorkesi. Nonostante il progetto non abbia mai visto la luce, il concetto di skyfarming si è diffuso rapidamente e ad oggi l’agricoltura verticale è praticata in molte città del mondo, con ottimi risultati.

Cos’è lo skyfarming

Ideati come centri urbani per l’autoproduzione di cibo, le fattorie verticali consentono un’agricoltura naturale e sostenibile. Garantiscono cibi di base più sicuri e controllati, prodotti con energia pulita e con un basso dispendio di risorse idriche (fino al 95% in meno) e consumo del suolo (fino al 90%).

La coltivazione in circuito chiuso, inoltre, permette una produzione di cibi freschi attiva tutto l’anno, senza condizionamento del clima, e aggiunge il valore del km0, essendo praticata direttamente in città. Il che significa anche minor inquinamento per il trasporto dei cibi e una significativa riduzione dello spreco alimentare legato a questo aspetto.

I progetti più interessanti in Italia

Dopo oltre sei anni di ricerca e sviluppo, finalmente nel settembre del 2021 le insalate prodotte da Planet Farms sono arrivate sul mercato e oggi riforniscono oltre 300 supermercati. Stiamo parlando di una delle realtà di skyfarming più interessanti del nostro territorio, nonché della fattoria verticale più produttiva al mondo.

Abbiamo una coltivazione netta di un ettaro, ma possiamo produrre come se avessimo a disposizione 250-300 ettari di agricoltura tradizionale” spiegano in un’intervista a Wired Luca Travaglini e Daniele Benatoff, co-fondatori di Planet Farms. E siamo solo all’inizio. Nata nel 2014, la start up è una realtà in forte espansione e grazie alla chiusura di un accordo da 30 milioni di euro guidato da Azimut e concluso nel febbraio del 2022, nuovi progetti di ricerca e skyfarming saranno realizzati.

C’è in programma l’apertura di una seconda struttura dedicata all’alta cucina a Brusaporto, vicino Bergamo, e un nuovo stabilimento nascerà a Lomazzo, sulla direttrice Milano-Como. “Lomazzo avrà due volte e mezza la produttività di Cavenago e sarà in grado di produrre 3,5 tonnellate di insalate al giorno”, dice il co-founder.

“Parliamo di agricoltura, ma siamo tech e dobbiamo crescere e investire” spiega Travaglini. “Quello che stiamo facendo ha un impatto che va ben oltre il business. Abbiamo sviluppato un modello di sostentamento per dare soluzioni concrete a problemi futuri: parliamo di accesso al cibo, sicurezza alimentare, consumo e qualità dell’acqua”.

Grazie alla capacità di sfruttare ambienti diversi, il vertical farming può essere lì dove c’è esigenza di consumo, contribuendo alla sostenibilità alimentare mondiale nel rispetto delle risorse e dell’ambiente.

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Giornalista pubblicista, in continua formazione per attitudine, mi piace scrivere di tematiche ambientali, sostenibilità e innovazione. Attenta al presente, curiosa per il futuro, sono un’ottimista, convinta che l’unica cosa che ci renda migliori sia la volontà di migliorarsi.