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Scienziati coltivano piante nel suolo lunare per la prima volta

Coltivate con successo alcune piante in una porzione di suolo lunare prelevato durante le missioni spaziali, ora si aprono nuove prospettive per il futuro.

Una fattoria sulla Luna? In futuro potremmo non dover nemmeno portarci il terreno da casa. È l’incredibile scoperta che arriva dai laboratori dell’Università della Florida dove alcuni ricercatori, per la prima volta nella storia, sono stati in grado di far crescere alcune piante utilizzando esclusivamente suolo lunare riportato sulla Terra dalle missioni spaziali Apollo. I loro risultati sono stati pubblicati sulla rivista Communications Biology.

piante suolo lunare
Foto: David Besh @Pexels

Piante cresciute in suolo lunare

Non solo gli scienziati hanno determinato che è possibile coltivare piante in suolo lunare, ma hanno anche studiato a livello molecolare come le piante rispondono alla crescita nel terreno extraterrestre. Non è stata un’impresa semplice. I ricercatori hanno dovuto attendere ben 11 anni per ottenere solo 12 grammi di regolite raccolta durante le missioni Apollo e ricevuta in “prestito” dalla NASA.

Nonostante la quantità estremamente limitata di suolo, è stato possibile eseguire dei test dettagliati su alcune Arabidopsis. Si tratta di piccole piante da fiore utilizzate in genere in studi biologici per via del fatto che il loro codice genetico è stato completamente mappato. Questo consente ai ricercatori di comprendere esattamente come il suolo lunare influenza la crescita delle piante a livello di DNA.

Una piccola pianta, un grande passo per l’umanità

Il fatto di aver a disposizione solo 12 grammi di suolo lunare ha costretto gli scienziati a lavorare con piante di piccole dimensioni realizzando 12 minuscoli invasi da 1 grammo di terreno ciascuno. A ogni invaso è stata aggiunta acqua e una soluzione nutritiva oltre ad alcuni semi di Arabidopsis. Prima dell’esperimento gli scienziati non erano sicuri che le piante potessero crescere in un suolo non-terrestre e, in particolare, in suolo lunare.

Made on the Moon: cosa cambia rispetto alle piante sulla Terra

Col proseguire dell’esperimento, i ricercatori hanno osservato alcune differenze tra le piante coltivate nel suolo lunare e il gruppo di controllo. Ad esempio, alcune delle piante coltivate nei terreni lunari erano più piccole, crescevano più lentamente o avevano dimensioni più variabili rispetto alle loro controparti coltivate con suolo terrestre. Per i ricercatori sono segnali che le piante stavano lavorando per far fronte alla composizione chimica e strutturale del suolo lunare. A livello genetico invece comparivano segni tipici da “stress” il che significa che le piante percepiscono il suolo lunare come un ambiente “stressante”.

Il comportamento delle piante inoltre cambiava a seconda del luogo in cui il suolo era stato raccolto. In particolare quello che i geologi lunari chiamano suolo lunare “maturo” è stato quello più stressante per le piante. Questi terreni maturi sono più esposti al vento cosmico che ne altera la composizione. D’altra parte invece, le piante coltivate in terreni meno esposti se la sono cavata meglio.

Piante in suolo lunare: cosa significa per il futuro?

Potrebbe volerci ancora molto, molto tempo prima di vedere una fattoria sulla Luna. La scoperta della possibilità di poter crescere piante terresti in suolo lunare tuttavia apre nuove interessanti prospettive per future missioni di colonizzazione lunare. Poter coltivare ortaggi freschi direttamente sulla Luna vorrebbe dire dover evitare di rifornire costantemente il personale in ferma e poter utilizzare direttamente il terreno già disponibile sul nostro satellite invece di portarlo “da casa”. La Luna inoltre potrebbe diventare un punto d’appoggio per il lancio di missioni verso Marte o altre destinazioni nel sistema solare e rifornire futuri astronauti con ortaggi freschi prodotti in loco.

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Laureato in Scienze Politiche e Comunicazione Pubblica, ha lavorato in radio e nel tempo libero si dedica alla scrittura creativa. Da sempre appassionato di cultura, scienza e tecnologia è costantemente a caccia di nuove curiosità in grado di cambiare il mondo in cui viviamo.