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Il robot che compone versi sulla sabbia

Il suo nome è Poet on the Shore ed è un robot che vuole sfidare ogni concetto alla base del mondo della robotica, armato di intelligenza artificiale e una manciata di sensori.

Vi siete mai fermati a scrivere qualche criptico pensiero sulla sabbia di un bagnasciuga aspettando che le onde vi ricordassero quanto sono effimere certe idee? Per quanto strettamente umana come attività, esiste un robot, guidato da un’intelligenza artificiale, la cui unica funzione – parola da prendere decisamente con le pinze – è fare esperienza della realtà che lo circonda per tradurla a suo piacimento in versi tracciati in riva al mare.

Intelligenza artificiale e poesia

Una macchina senza padrone né scopo

L’idea è stata della designer Yuxi Liu, da sempre interessata ad esplorare l’intersezione tra design, persone e tecnologia. Da qui la necessità di indagare il rapporto che abbiamo quotidianamente con le macchine che ci circondano, tutte bene o male accomunate da un concetto: esistono per uno scopo, sono utili a svolgere un compito, facilitano un’attività che necessitiamo di compiere.

Il vento tra gli ingranaggi, voci di bambini nei microfoni

L’originale robot progettato da Yuxi Liu tenta di evadere da questi schemi, e lo fa prima di tutto svestendo i panni dei macchinari che normalmente ci circondano, smettendo di essere al servizio di noi umani per limitarsi ad avere un abbozzo di coscienza e provare a percepire il mondo traducendolo in versi che compone autonomamente grazie ad un procedimento definito machine-learning. Qui sotto lo possiamo vedere in azione, grazie ad un video prodotto dalla stessa designer.

Il vento tra gli ingranaggi, voci di bambini nei microfoni

Grazie a diversi sensori la macchina è capace di avere esperienze multisensoriali: può percepire il vento e la sua intensità, sentire i bambini giocare scherzosi con la sabbia o l’incessante cinguettio degli uccelli, riconoscere il suono delle onde. Tutte queste sensazioni – altro termine che deve essere utilizzato con riguardo – sono elaborate in autonomia dal robot, dimostrando una sorta di sensibilità poetica nel decidere di tradurre la realtà percepita in parole da tracciare sulla sabbia.

Una macchina senza padrone né scopo

Qual è il senso di tutto questo? Lo scopo della designer non è certo quello di creare una mirabolante macchina futuristica, quanto piuttosto farci riflettere su domande che un giorno dovremo, per forza di cose, prendere in considerazione. Una su tutte quale valore dare ad un macchinario che non necessiterebbe di uno scopo preciso per esistere. Magari riflettendo sul fatto che le sue percezioni da sole siano sufficienti a donargli un senso.

Il robot che compone versi sulla sabbia

Fonti: liuyuxi.xyz (foto di Yuxi Liu) – designboom.com

TOPIC Robot
Matteo Buonanno Seves

Un giovane laureato in Scienze Gastronomiche con la passione per il giornalismo e il mai noioso mondo del cibo, perennemente impegnato nel tentativo di schivare le solite ricette e recensioni in favore di qualcosa di più originale.