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Riscaldamento sostenibile del futuro: ecco le alternative

Trovare il riscaldamento sostenibile del futuro è parte integrante del processo di decarbonizzazione. Le alternative sono varie e la scelta non è semplice.

Il riscaldamento degli edifici è la causa del 12% delle emissioni di CO2. In Europa il 75% degli impianti privati è alimentato con combustibili fossili, in particolare gas, e urge un cambiamento. Idrogeno e pompe di calore sembrano destinati a rappresentare i sistemi di riscaldamento sostenibile del futuro. I margini di intervento sono ampi, ma le criticità non mancano.

Riscaldamento sostenibile futuro

Riscaldamento a idrogeno:

Tra i metodi di riscaldamento sostenibile del futuro spiccano gli impianti a idrogeno. Questo elemento non esiste in forma pura sul nostro pianeta, ma è possibile ricavarlo tramite l’elettrolisi dell’acqua. Il processo può essere alimentato da energia pulita, come quella eolica. Boris Johnson ne ha fatto un punto centrale del suo piano di decarbonizzazione. Le strutture di trasporto del gas potrebbero, infatti, rivelarsi idonee per lo stoccaggio. Nel Regno Unito molti vecchi tubi metallici sono stati recentemente restaurati in polietilene e ora risultano conformi. Molti ambientalisti ritengono i progetti utopici e Julia King, di Climate Change Committee, ha affermato che l’idrogeno non alimenterà più dell’11% delle case.


Pompe di calore:

Per il riscaldamento sostenibile del futuro avranno un ruolo chiave pompe di calore ed energia geotermica. Le pompe di calore funzionano come dei condizionatori, ma attuano il processo inverso. Il calore viene estratto da una fonte esterna, acqua, aria o sottosuolo, ed è poi impiegato per riscaldare l’interno. L’efficienza energetica è elevata e per un ulteriore ottimizzazione delle prestazioni è consigliabile l’integrazione con altri sistemi, come caldaie a idrogeno. Oltre al riscaldamento, per altro, tali impianti possono garantire anche la refrigerazione. L’installazione richiede, però, ampi spazi e implica costi elevati. Spesso i consumatori ne sono quindi scoraggiati.

Alternative e criticità:

Il mondo dei sistemi di riscaldamento sostenibile del futuro appare eterogeneo. Non bisogna, infatti, trascurare le stufe a legna o a biomassa. Queste potrebbero giovare a circoscritte zone rurali, ma implicano l’abbattimento di alberi e la liberazione di CO2. A esser protagonista potrebbe essere invece il teleriscaldamento. Sfruttando il calore di scarto dei processi industriali si rivela ampiamente sostenibile, ma richiede discreti investimenti strutturali. Perché il riscaldamento sostenibile del futuro possa mostrarsi efficace, comunque, il primo passo è impedire la dispersione di energia. Deve essere dunque migliorato l’isolamento degli edifici. Perché le famiglie scelgano di abbandonare i comodi impianti odierni, poi, gli incentivi sono determinanti.

Il riscaldamento sostenibile del futuro non sarà certo di un solo tipo, ma è vitale che ognuno si impegni a trovare il proprio. Abbandonare i confort di impianti collaudati non è semplice e spetta ai governi e alle compagnie favorire una transizione fluida. Avere una casa calda nei freddi mesi invernali è una necessità. Ottenerla risparmiando ambiente e portafoglio dovrebbe esserlo altrettanto.

REDAZIONE
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