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Riforestazione: piantare alberi può causare una carenza d’acqua

Non solo benefici per la riforestazione, piantare nuovi alberi potrebbe portare a carenza d'acqua secondo una nuova ricerca che arriva dalla Germania.

La riforestazione, ovvero piantare nuovi alberi per dare nuova vita a boschi e foreste porta, in genere, diversi benefici. Più alberi significa in genere più carbonio sequestrato dall’atmosfera. Eppure ci sarebbero altri impatti imprevisti nella riforestazione. Secondo un nuovo studio che arriva dal Centro di Ricerca Tedesco per le Geoscienze GFZ e dall’Università di Wageningen e pubblicato sulla rivista Nature Geoscience, la riforestazione potrebbe portare a carenza d’acqua in diverse località.

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Foto: Naster @Pixabay

Riforestazione e il problema della carenza d’acqua

La piantumazione di nuovi alberi è considerata come una delle soluzioni più praticabili per migliorare lo stoccaggio del dell’anidride carbonica nell’atmosfera e, allo stesso tempo, aiutare la biodiversità degli ecosistemi. Eppure, secondo i ricercatori, la riforestazione potrebbe avere impatti notevoli sugli effetti idrogeologici di un ambiente come una carenza d’acqua.

Gli scienziati hanno analizzato un modello globale basato su circa 900 milioni di ettari di terreno dove gli alberi potrebbero venire piantati e crescere in condizioni climatiche locali. A interessare gli scienziati sono stati i risultati relativi all’evaporazione delle acque dovuta all’aumento di copertura introdotta dai nuovi alberi.

Un aumento dell’evaporazione dovuto ai nuovi alberi

I risultati mostrano che la riforestazione su larga scala può finire per aumentare in media l’evaporazione dell’acqua di quasi 10 litri per ogni metro quadrato di foresta ripristinata ogni anno. A livello locale, in particolare ai tropici, questo effetto può essere molto maggiore, con quasi 250 litri d’acqua per metro quadrato che vanno perduti a causa della maggiore evaporazione. Non tutta quest’acqua ritorna al suolo: solo il 70% circa dell’acqua in più presente nell’atmosfera ritorna alla terraferma, mentre il restante 30% viene versato negli oceani a causa della pioggia.

Ciò significa che a livello globale, la riforestazione si traduce in una netta carenza d’acqua sui terreni interessati. La situazione cambia invece a livello locale dove le cose si complicano variando notevolmente a seconda dei casi. Per alcuni bacini fluviali come ad esempio quello del fiume Yangtze o del Rio delle Amazzoni, la carenza d’acqua sarebbe prossima allo zero, specificano i ricercatori.

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Laureato in Scienze Politiche e Comunicazione Pubblica, ha lavorato in radio e nel tempo libero si dedica alla scrittura creativa. Da sempre appassionato di cultura, scienza e tecnologia è costantemente a caccia di nuove curiosità in grado di cambiare il mondo in cui viviamo.