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Ricerca di petrolio in Alaska: nuova minaccia per l’ambiente

I nuovi progetti sulla ricerca di petrolio in Alaska dividono gli USA. Non mancano le rassicurazioni, ma gli scienziati temono per un ecosistema unico.

Il piano per la ricerca di petrolio in Alaska minaccia l’Arctic National Wildlife Refuge. Quest’area protetta è la dimora di animali unici ma, secondo stime del 2017, ospita anche 10.4 miliardi di barili di petrolio. L’amministrazione Trump ha spinto per sfruttare a pieno tale zona, ma le polemiche sono vive. Le rassicurazioni, infatti, non placano scienziati e ambientalisti. L’allarme è per tundra orsi polari.

Ricerca petrolio Alaska

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Un nuovo piano:

La ricerca di petrolio in Alaska potrebbe rilevarsi dannosa per l’ecosistema artico. I nuovi piani prevedono di esaminare 1.400 km2 del ANWR, sfruttando il metodo sismico. Enormi veicoli attraverseranno la tundra, con schemi a griglie rettangolari, e faranno tremare la terra. Le onde sismiche riflesse dal sottosuolo saranno monitorate e le diverse risposte verranno utilizzate per determinare la composizione degli strati sottostanti. Il progetto coinvolgerà 180 persone. Il Bureau of Land Management ha assicurato che i lavoratori impiegheranno veicoli leggeri, con pneumatici di gomma, per tutelare la vegetazione. Verranno anche utilizzati radar termici per individuare la presenza di orsi polari in letargo sotto la neve.


Impatto sulla tundra:

Shelly Jones, direttrice del distretto Artico per BLM, ha affermato che il piano per la ricerca di petrolio in Alaska avrà un impatto ambientale minimo. Secondo molti scienziati l’affermazione non è giustificata poiché i danni risulterebbero evidenti a distanza di 30 anni. La tundra porterebbe, infatti, ancora i segni dei lavori di ricerca degli anni 80.  Dove i veicoli pesanti hanno frantumato la vegetazione spugnosa, l’acqua ha sciolto sezioni di permafrost e parti di terreno sono conseguentemente sprofondate. L’ecologista Janet Jorgenson ha spiegato che oggi il permafrost è ancora più fragile a causa del riscaldamento globale. Secondo le sue stime un progetto simile esteso a tutta la piana costiera danneggerebbe 122 km2 di tundra.

Preoccupazione per gli orsi polari:

Le nuove prospettive della ricerca di petrolio in Alaska generano allarme anche per la salute degli orsi polari. Gli orsi polari sono diminuiti del 40% dal 1980 e secondo Steven Amstrup, del Polar Bears International, sottoporli a ulteriore stress è troppo rischioso. I lavori invernali costituirebbero insidie per gli orsi in letargo, in particolare per le femmine con cuccioli. Secondo U.S. Fish and Wildlife Service i lavori di ricerca di petrolio in Alaska disturberebbero pochissimi esemplari e non li danneggerebbero in alcun modo. Amstrup, però, ha espresso dubbi. Ha infatti specificato che radar pronti per l’impiego si sono dimostrati imprecisi.

I piani per la ricerca di petrolio in Alaska spaventano, ma il governo prevede di mettere all’asta i primi contratti di trivellazione a breve. Non possiamo che augurarci che il cambio alla Casa Bianca, insieme alle iniziative che non si fermano, risulti determinante. Il giorno in cui il petrolio cesserà di essere “oro” nero non sarà mai troppo vicino.

REDAZIONE
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