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Ricci di mare, pesca sospesa per tre anni in Puglia

Ricci di mare, pesca sospesa per tre anni in Puglia

La pesca di ricci di mare è stata sospesa sulle coste della Puglia, ma il consumo non è vietato, vediamo perché

La Puglia vuole tutelare la sua eccellenza. Ecco perché la pesca di ricci di mare è stata sospesa sul litorale della regione per tre anni. La misura riguarda anche la pesca sportiva, ma non vieta il consumo e la vendita di esemplari provenienti da altre regioni. Vediamo nel dettaglio cosa ha spinto questa decisione.

puglia ricci di mare pesca
foto: take-it @Pixabay

Perché la pesca di ricci di mare è stata sospesa in Puglia

La pesca di ricci di mare in Puglia è stata vietata per un semplice motivo. Il fermo è necessario per il recupero degli stock e la ricostituzione della risorsa nel mare territoriale, messa a rischio dalla pesca massiccia degli ultimi anni. E il riccio non è solo una risorsa gastronomica ma un elemento necessario per l’integrità dell’habitat marino. Questo infatti svolge un’insostituibile azione di pulizia dei fondali rocciosi.

Cosa prevede la legge

La legge che impone il fermo è stata approvata martedì dal Consiglio regionale pugliese con 41 voti favorevoli e uno contrario. Primo firmatario è il consigliere Paolo Pagliaro.

Precisamente la norma impone diverse limitazioni: sono vietati infatti prelievo, raccolta, detenzione, trasporto, sbarco e commercializzazione degli esemplari di riccio di mare e dei relativi prodotti derivati freschi.

Eccezioni

Ma quindi è vietato mangiare il riccio di mare in Puglia? No, la limitazione riguarda gli esemplari del territorio. La commercializzazione infatti non è vietata per gli esemplari provenienti da mari territorialmente non appartenenti alla regione.

In Puglia dove ci sono già dei fermi, di solito di qualche mese, vengono utilizzati nelle attività (ristoranti, pescherie) ricci di altre nazioni come Grecia e Spagna ma anche Cile, Albania e Croazia.

Come si utilizza il riccio di mare in cucina

Il riccio di mare è considerata una vera e propria prelibatezza. Ecco perché si pesca. Come si mangia? La parte edibile è costituita dalla polpa. Per ricavarla bisogna innanzitutto “pulire il riccio” con uno strumento specifico (il taglia riccio) o una forbice da cucina (occhio a non pungersi con gli aculei!). Poi questa si preleva con un cucchiaino.

Di solito il riccio si mangia crudo (ma deve essere prima abbattuto) anche solo irrorato con un po’ di limone. Ma una preparazione molto comune nel Mediterraneo è quella con la linguine/spaghetti dove la polpa viene aggiunta alla fine ricevendo solo una botta minima di calore. La base è quella di un trito d’aglio e ci sta bene il prezzemolo. C’è chi aggiunge però anche il pomodoro.


REDAZIONE
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Raccontare e spiegare cibo, sostenibilità, natura e salute. Un obiettivo più facile a dirsi che a farsi, ma nella redazione di inNaturale non sono queste le sfide che scoraggiano. Siamo un gruppo di giovani affiatati in cerca del servizio perfetto, pronti a raccontarvi le ultime novità e le storie più particolari.

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