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Recupero di scarti elettronici: una preziosa fonte di Terre Rare

Per un futuro sostenibile le Terre Rare saranno fondamentali. Per ottenerle in modo green, il recupero di scarti elettronici sembra la soluzione migliore.

Nella transizione ecologica alcuni elementi, definiti “Terre Rare”, rivestiranno un ruolo fondamentale. Il recupero di scarti elettronici rappresenta un mezzo green per ottenerli e le grandi potenze sembrano aver deciso di puntare su di esso. I metodi di estrazione attualmente in uso non appaiono però né sostenibili né convenienti. Le prospettive stanno fortunatamente migliorando e con esse si sta evolvendo anche il mercato.

recupero di scarti elettronici

Le Terre Rare:

Le Terre Rare (REE) sono molto richieste e comprendono 17 elementi, identificati in epoca relativamente recente.  Non si tratta di sostanze propriamente rare, e il cerio, più abbondante del rame nella crosta terrestre, lo dimostra. A giustificare il nome è però la mancanza di giacimenti e la difficoltà di reperire tali elementi isolati o in alte concentrazioni. Le REE sono impiegate in diversi campi. Costituiscono la base per smartphone, fibre ottiche, dispositivi medici, impianti eolici o fotovoltaici e motori di auto ibride. Estrarle ha un impatto sociale e ambientale elevato e il recupero di scarti elettronici offre un’alternativa sostenibile. La percentuale di riciclo si attesta intorno all’1% e non appare sufficiente.

Il mercato delle Terre Rare:

Il recupero di scarti elettronici potrebbe smuovere il mercato delle REE. Oggi, infatti, la Cina detiene il 62% della produzione globale e Paesi come gli USA puntano a mitigare questo dominio. Nel 2019 l’ONU ha individuato nelle 53 milioni di tonnellate di e-waste lì generate, 57 miliardi di dollari di materie prime contenenti REE e metalli preziosi. Oggi le tecniche di recupero delle REE da dispositivi elettronici includono lisciviazione e utilizzo di solventi. La prima richiede grandi quantità di reagenti in grado di generare sottoprodotti pericolosi e non può essere applicata a basse concentrazioni di REE. La seconda presenta alto rischio di imperfezioni e richiede tempo, spese e lavoro abbondanti.

Nuove prospettive per il recupero:

Ad aprire nuove prospettive nel recupero di scarti elettronici per l’ottenimento di Terre Rare potrebbe essere l’agro-minerario. Questa tecnica si pone come un metodo efficace per il recupero di dispositivi domestici come smartphone o laptop, contenenti grandi concentrazioni di Terre Rare. Essa mira a sfruttare piante o funghi pluricellulari in grado di crescere su suoli ricchi di questi elementi e di accumularli al loro interno. Una volta raccolti possono poi essere estratti e isolati tramite processi idrometallurgici o pirometallurgici. L’agro-minerario potrebbe creare moltissimi posti di lavoro e offrire anche ai paesi in via di sviluppo la possibilità di inserirsi in un mercato esclusivistico.

In un mondo in cui la tecnologia rappresenta un elemento essenziale, il recupero di scarti elettronici non può che occupare un posto di rilievo. Il nuovo approccio di Biden non deve, dunque stupire, ma, far ben sperare. Forse la prossima volta che ci troveremo a dover cambiare smartphone, prima di abbandonare quello vecchio in un cassetto, dovremmo proprio pensarci due volte.

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Laureata in Filosofia, credo fermamente che ogni sfaccettatura del sapere umano meriti di essere inseguita. Amo la lettura, gli animali e la natura e penso che solo continuando a farsi domande sia possibile mantenere uno sguardo vigile sul mondo.