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Rane, molte specie a rischio estinzione: in Europa se ne mangiano troppe

L’entusiasmo degli europei per i piatti a base di rane sta mettendo molte specie a rischio estinzione e ora gli animalisti chiedono interventi.

In Europa le rane sono considerate una prelibatezza e questa fama sta costando cara a molte specie, che oggi risultano a rischio estinzione. Un report dell’ONG tedesca Pro Wildlife ha mostrato numeri allarmanti e cercare una soluzione appare d’obbligo. Gli esperti sono preoccupati per l’equilibrio degli ecosistemi e gli animalisti puntano il dito contro la crudeltà delle uccisioni.

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Foto: Kally @Pexels

Rane in tavola

Le rane sono protagoniste delle tavole europee fin dal XII secolo e il fatto che diverse specie siano a rischio estinzione non ferma la gola dei commensali. Gli anfibi sono i vertebrati più minacciati e le direttive europee vietano la loro cattura negli stati membri. Non esistono, però, norme che ne limitino l’importazione. Ogni anno in Europa arrivano, così, 4.070 tonnellate di rane, equivalenti a circa 200 milioni di esemplari. La maggior parte di esse, il 70%, raggiunge il Belgio che, però, ne vende una grande quantità alla Francia. Quest’ultima ne importa direttamente il 16.7%, seguita dai Paesi Bassi che sono i destinatari del 6.4% degli anfibi. L’Indonesia copre il 74% delle esportazioni. Il Vietnam soddisfa il 21% delle richieste europee, mentre Turchia e Albania forniscono il 7 e lo 0.4% delle rane.

Rane a rischio estinzione

La passione degli europei per le rane sta mettendo a rischio estinzione alcune specie. La IUCN ha, dunque, inserito all’interno della propria lista alcuni anfibi con l’etichetta di minacciati o quasi minacciati. È il caso della rana spinosa gigante cinese e della rana toro africana. Ciò mette in crisi molti ecosistemi. Le rane sono, infatti, grandi mangiatrici di insetti e, senza di loro, l’utilizzo di pesticidi diventa più massiccio. Pro Wildlife e altre associazioni sono, poi, preoccupate per la crudeltà con cui avvengono le uccisioni. Spesso alle rane vengono, infatti, tagliate le zampe senza anestesia. Il corpo viene, poi, smaltito ancora morente, mentre le parti edibili vengono scuoiate e congelate.

Fermare il processo

Salvare le rane a rischio estinzione è prioritario. Molte ONG chiedono all’Europa di fissare norme per il controllo delle importazioni. Appare, poi, necessario, migliorare la trasparenza della filiera, garantendo la completa tracciabilità del prodotto. Una volta messi in condizione di comprendere cosa viene presentato nel piatto consumatori e clienti sono, invece, chiamati a fare scelte consapevoli. Tutto dovrebbe risultare regolamentato da quanto stabilito dalla Convention on International Trade in Endangered Species. Procedere a monitoraggi continui potrebbe essere la chiave per aiutare le autorità a individuare gli ambiti di intervento più urgenti. Controlli più puntuali sembrano, invece, l’unica soluzione per avviarsi verso la risoluzione della quesitone etica.

Sapere che la nostra gola sta ponendo alcune specie di rane a rischio estinzione inquieta. L’uomo si è abituato a disporre della natura a proprio piacimento e, spesso, questo delirio di onnipotenza ha drammatiche conseguenze. L’asimmetria di cause ed effetti non fa altro che aggravare il quadro. Forse al prossimo pranzo a base di rane, qualche coscia fritta potrebbe persino andarci di traverso.

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Laureata in Filosofia, credo fermamente che ogni sfaccettatura del sapere umano meriti di essere inseguita. Amo la lettura, gli animali e la natura e penso che solo continuando a farsi domande sia possibile mantenere uno sguardo vigile sul mondo.