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Quante sono le comunità energetiche in Italia?

L’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili è un trend in crescita anche in Italia con la diffusione delle comunità energetiche.

Secondo le stime, entro il 2050 saranno circa 260 milioni i cittadini europei che si uniranno al mercato dell’energia pulita da produttori. Nel nostro Paese già si contano realtà virtuose, ma a che punto siamo? Quante sono le comunità energetiche in Italia?

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FOTO: @Pixabay

Cosa sono le comunità energetiche rinnovabili

Una comunità energetica rinnovabile sostiene l’autoproduzione, la distribuzione e la condivisione di energia pulita e rinnovabile. È un’organizzazione dal basso, che vede i cittadini come parte attiva nel processo di produzione e distribuzione di energia pulita. Lo scopo è quello di raggiungere un’autosufficienza energetica, un’ottimizzazione della spesa e un sostanziale abbattimento delle emissioni inquinanti. In altre parole, le comunità energetiche si fanno carico di una delle sfide più importanti del nostro secolo: la transazione energetica green.

Quante sono le comunità energetiche in Italia

Sul nostro territorio sono circa 3.500 i comuni inseriti in progetti di autoproduzione energetica e che fanno uso esclusivo di energia rinnovabile. Secondo una stima del Politecnico di Milano, entro cinque anni le comunità energetiche in Italia diventeranno 40mila, coinvolgendo 1,2 milioni di famiglie, 200mila uffici e 10mila tra piccole e medie imprese. Numeri che fanno ben sperare in previsione di un’urgente e necessaria transizione verso fonti di energia rinnovabile, considerando che al momento l’Italia dipende per l’80% della sua produzione energetica da fonti quali petrolio e carbone.

In Sardegna la prima comunità energetica

Il comune di Benetutti, una piccola località in provincia di Sassari, è divenuto il primo modello energetico sperimentale della Sardegna a operare come azienda elettrica concessionaria. Ciò significa che il comune, basando il proprio sviluppo energetico su reti intelligenti e sistemi di accumulo, ha iniziato a produrre energia pulita e a condividerla con cittadini e imprese. Spiega l’assessora regionale, Maria Grazia Piras:

“A Benetutti la produzione da fonti rinnovabili è quasi sette volte superiore rispetto al consumo […] E stiamo spingendo perché le diverse comunità possano aprirsi e scambiarsi esperienze positive”.

La comunità energetica di Benetutti ha sottoscritto un accordo per la cessazione della distribuzione gestita da Enel, diventando esso stesso auto-produttore di energia pulita con evidenti vantaggi economici per cittadini e imprese locali.

Come funzionano le comunità energetiche

La spina dorsale di una comunità energetica è la rete di condivisione dei cittadini. Possono entrare a far parte delle CER i proprietari di una casa indipendente, ma anche coloro che vivono in condominio. All’interno della comunità, poi, saranno prosumer coloro che si doteranno di un impianto con accumulo, cioè coloro che produrranno energia da ridistribuire, mentre saranno consumer coloro che non hanno istallato un impianto fotovoltaico o ne hanno uno privo di batteria. In sostanza, si può essere produttori attivi di energia o semplicemente consumatori.

Ciò è reso possibile dal Decreto Milleproroghe, divenuto legge nel 2020, che norma la condivisione di energia rinnovabile autoprodotta e che ha aperto la possibilità al consumo di energia pulita anche da parte di chi non possiede un impianto proprio.

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Giornalista pubblicista, in continua formazione per attitudine, mi piace scrivere di tematiche ambientali, sostenibilità e innovazione. Attenta al presente, curiosa per il futuro, sono un’ottimista, convinta che l’unica cosa che ci renda migliori sia la volontà di migliorarsi.