Quali malattie trasmettono le zecche
Le zecche sono in grado di trasmettere diverse malattie. La malattia di Lyme è la più tristemente nota di cui gli artropodi sono vettori, ma encefalite, febbri bottonose, tularemia ed ehrlichiosi rientrano tra le altre patologie a cui fare attenzione. I sintomi iniziali sono spesso purtroppo generici e questo complica la diagnosi. La strategia migliore resta la prevenzione che passa dalla pronta rimozione del parassita quando individuato.

Quali malattie possono trasmettere le zecche?
Le zecche sono vettrici di malattie. Attraverso il loro pasto di sangue, possono inoculare nella vittima dei patogeni che raccolgono nutrendosi di animali infetti. Tra le patologie che questi parassiti trasmettono rientrano:
- Meningoencefalite da zecche (TBE): una malattia virale acuta del sistema nervoso centrale simile alla Febbre Gialla.
- Malattia di Lyme: causata da un battere che provoca sintomi ingravescenti a pelle, articolazioni, sistema nervoso e organi interni, che possono cronicizzarsi.
- Rickettsiosi o febbri bottonose, che comprendono una serie di infezioni batteriche che si manifestano con tipiche eruzioni cutanee e ulcere.
- Tularemia: un’altra patologia batterica che si manifesta con ulcerazione della cute intorno al morso e ingrossamento doloroso dei linfonodi.
- Ehrlichiosi: altra patologia provocata da batteri i cui sintomi sono simili a quelli influenzali. La malattia è di evoluzione benigna nei bambini ma può causare problemi ad adulti e anziani.
Qual sintomi indagare dopo una puntura?
Il primo passo per affrontare le eventuali malattie trasmesse dalle zecche è intervenire precocemente ma questo non è semplice. Il morso di questi parassiti risulta, infatti, spesso indolore. Accorgersi dei poco piacevoli ospiti può, quindi, risultare complicato. Nel momento in cui si nota la lesione o la presenza di un artropode sul proprio corpo è bene fare attenzione a:
- Eventuale espansione della lesione cutanea provocata dal morso o ulcerazione della stessa.
- Comparsa di esantemi o sfoghi cutanei generalizzati.
- Insorgenza di sintomi simil influenzali come febbre, mal di testa, astenia, dolori articolari e muscolari.
- Comparsa di malessere generalizzato.
- Sopraggiungere di nausea e vomito.
- Verificarsi di repentini cambi di umore ingiustificati.
Come rimuovere una zecca correttamente
Per evitare che le possibilità di incorrere nelle malattie di cui le zecche sono vettori aumentino, è fondamentale rimuovere subito i parassiti dalla pelle e farlo nel modo corretto. La prassi da seguire è questa:
- Munirsi di pinzette dalle punte sottili o di apposito estrattore di zecche, oggi reperibile in commercio.
- Indossare guanti che proteggano le mani.
- Afferrare la zecca con la pinzetta, quanto più vicino possibile alla cute.
- Procedere alla rimozione tirando dolcemente ei imprimendo un leggero movimento rotatorio.
- Dedicarsi alla disinfezione della pelle.
Eventuali parti di rostro rimaste sotto la cute devono essere rimosse in un passaggio successivo, dopo un’attenta sterilizzazione dello strumento. In tutte le fasi dell’azione è fondamentale evitare di schiacciare il parassita per evitare che rigurgiti e che, quindi, possa inoculare materiale infetto.
Quando si ha a che fare con le zecche la prevenzione è la miglior strategia per proteggersi dalle malattie da esse trasmesse. Questi parassiti sono attivi durante la bella stagione. Dopo escursioni nella vegetazione un’accurata ispezione può quindi fare la differenza. L’incubazione delle patologie può durare, poi, settimane. Non abbassare la guardia e allertare il medico in caso di morso rimane quindi cruciale.
Le informazioni contenute in questo articolo sono da intendersi a puro scopo informativo e divulgativo e non devono essere intese in alcun modo come diagnosi, prognosi o terapie da sostituirsi a quelle farmacologiche eventualmente in atto. In nessun caso sostituiscono la consulenza medica specialistica. L’autore ed il sito declinano ogni responsabilità.






