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Prosciuttopoli: scoppia lo scandalo dei maiali danesi

Maiali danesi spacciati per verri di Parma e San Daniele: è prosciuttopoli, lo scandalo che sta colpendo alcuni produttori che avrebbero spacciato maiali stranieri per italiani.

Prosciuttopoli è lo scandalo che dal 2017, in sordina, sta facendo discutere sulla provenienza di oltre 300 mila cosce di prosciutto crudo di Parma e San Daniele, secondo l’inchiesta pubblicata da ilfattoalimentare.it. Sono state sequestrate dalla procura di Torino, prodotte da 140 allevamenti diversi, con l’accusa di aver utilizzato maiali danesi. Ora c’è il dubbio di non potersi fidare degli enti posti a controllo della produzione.

Prosciuttopoli scoppia lo scandalo dei maiali danesi

Lo scandalo prosciuttopoli

Partiamo dai fatti di cronaca: la procura di Torino nel 2017 ha dato il via ad una inchiesta che vede coinvolti oltre 140 allevatori di suini, accusati di aver spacciato cosce di maiale danese per italiane. Lo scandalo sembra aver coinvolto gran parte della filiera, non solo gli allevatori: ingrassatori, macellai e produttori infatti avrebbero tutti chiuso un occhio, consapevoli che il Duroc danese – questo il nome della razza coinvolta – cresce più velocemente del maiale italiano, pertanto è economicamente più vantaggioso.

Prosciuttopoli scoppia lo scandalo dei maiali danesi

Il problema è che il disciplinare del prosciutto DOP di Parma e San Daniele riportano esplicitamente l’obbligo di utilizzare verri italiani. Pertanto le accuse sono di falso, contraffazione dei marchi, associazione per delinquere finalizzata alla frode in commercio e truffa ai danni dell’Unione europea. Insomma, qualcosa di molto grave. Sembra che tutto abbia avuto inizio con un tecnico impiegato in un centro di genetica a Torino, da dove probabilmente ha iniziato a diffondersi il seme della specie danese.

Prosciuttopoli scoppia lo scandalo dei maiali danesi

Ma pesanti accuse sono state mosse anche verso i due istituti certificatori impegnati nella valutazione della filiera, al punto che dal 1 maggio 2018 sono stati commissariati per 6 mesi. La questione ovviamente è complessa e si sta ancora cercando di fare chiarezza su tutti i suoi aspetti. Nel frattempo però molti allevatori di suini, in Italia, stanno soffrendo per lo scandalo, mentre migliaia di consumatori dal 2014 hanno acquistato a caro prezzo un prodotto che non aveva le caratteristiche per essere considerato DOP.

REDAZIONE

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