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Prodotti biologici: vendite online cresciute del 214% durante il lockdown

Pubblicati i dati dell’Osservatorio SANA sul mercato bio in Italia: boom per l’e-commerce, bene i consumi domestici. Il prodotto più acquistato? Le uova

Il mercato dei prodotti biologici potrebbe uscire rafforzato dall’emergenza sanitaria. A dirlo sono i dati presentatati alla seconda edizione di “Rivoluzione Bio” dall’Osservatorio SANA 2020, realizzato da Nomisma con la collaborazione di AssoBio e FederBio. La pandemia non ha mutato l’interesse e la sensibilità del consumatore verso i temi del biologico e della sostenibilità. Ma quest’anno straordinario nelle sue criticità ha avuto dei riflessi importanti sulla spesa bio degli italiani, come l’importante esplosione dell’e-commerce.

Osservatorio SANA biologico Italia

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L’effetto pandemia sui consumi alimentari

L’attenzione degli italiani sul cibo e sulla sua sostenibilità rimane alta. Sette italiani su dieci sono convinti che tutti i cittadini possono contribuire a salvaguardare il pianeta con piccole azioni quotidiane. A proposito di azioni, i comportamenti principali per salvaguardare l’ambiente riguardano proprio le abitudini alimentari secondo gli intervistati. Tra quelli più citati ci sono la lotta agli sprechi (64%), l’acquisto di prodotti italiani, locali o a km0 (42%) e di prodotti alimentari a marchio bio (34%). L’emergenza sanitaria sta avendo un influsso anche su chi prima non era così vicino a queste tematiche e ora pensa di darsi da fare: il 48 percento degli italiani pensa che adotterà uno stile di vita più sostenibile e il 39 percento si ripromette di aumentare l’acquisto di prodotti bio nel 2021.


I numeri del mercato bio in Italia

Andando a guardare nel dettaglio i dati del mercato bio, le performance si confermano buone. Attualmente, le vendite di biologico in Italia superano i 4,3 miliardi di euro: dei quali 3,9 miliardi sono generati dai consumi domestici (+7% rispetto al 2019), mentre sfiorano i 500 milioni i consumi bio “fuori casa”, con un calo del 27 percento rispetto allo 2019, riconducibile alla più generale contrazione dei consumi nei ristoranti riconducibile alle limitazioni imposte dall’emergenza sanitaria in corso.

Il mercato domestico conferma il trend positivo con un progressivo incremento delle famiglie acquirenti: l’88 percento ha infatti avuto almeno un’occasione di acquisto di un prodotto bio nel 2020. Altro elemento significativo è l’incidenza del bio sul totale del carrello alimentare, che è passato dal 2,2 percento del 2014 al 3,6% del 2020.

I luoghi d’acquisto

Ma dove acquistano i prodotti bio i consumatori italiani? La distribuzione moderna (ipermercati, supermercati, Lsp e discount) si conferma il canale principale delle vendite bio nel nostro Paese, con 2 miliardi di euro di vendite nel 2020 (dato aggiornato ad agosto 2020) e un +5 percento sul 2019, pari al 53 percento del mercato nazionale. I negozi specializzati bio in catena ed indipendenti registrano, invece, un aumento dell’8%. Gli “altri canali” – ovvero negozi di vicinato, farmacie, mercatini, GAS (Gruppo di Acquisto Solidale) – hanno invece raggiunto un fatturato di 836 milioni di euro (il 22% del mercato domestico) con una crescita del 10 percento.

Stupefacenti le performance dell’e-commerce, dove le vendite di biologico registrano una crescita del +143% rispetto al 2019, superiore a quella segnata dai prodotti alimentari in generale (+125%). Se nel periodo del lockdown c’è stato un vero e proprio boom (214%), anche nei mesi successivi le vendite di bio hanno continuato a mantenere un ritmo di crescita notevole facendo registrare un+182% rispetto allo stesso periodo del 2019.

I prodotti bio preferiti

I dati dell’Osservatorio SANA 2020 hanno analizzato infine anche i prodotti bio più venduti da iper e supermercati. La classifica stilata vede al primo posto le uova fresche (con un trend di crescita del +12% sul 2019 e vendite per 109 milioni di euro), seguite da frutta in composta o fresca, verdura fresca, pasta, yogurt, bevande vegetali, panificati croccanti, latte fresco e olio extravergine di oliva.

REDAZIONE
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