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Pomodori neri di Seborga, una tipicità quasi sconosciuta

Quando si parla di questi ortaggi spesso affiorano alla mente frutti di incroci studiati a tavolino. Non è il caso di questi pomodori, coltivati in un fazzoletto di terra ligure a ridosso della Francia.

I pomodori neri non sono di certo l’ortaggio più conosciuto in Italia, anzi si potrebbe dire che ci sia ancora una certa diffidenza verso un prodotto che ancora si conosce poco. Non aiuta il fatto che le varietà più diffuse siano frutto del lavoro delle multinazionali – anche se non Ogm – come il Sunblack e il Kumato. C’è una varietà particolare di questi frutti però, cresciuta nel comune di Seborga, che non è frutto di ibridazioni ma di un’antica varietà di sementi, rara e particolare al punto da finire sotto la lente di Slow Food.


Pomodori neri di Seborga, una tipicità quasi sconosciuta

Prima che diventasse una moda

Risulta difficile risalire alla storia di questa varietà: la fondazione di Petrini cita il passaggio di un libro, il «Libro Curti di Vallecrosia», che potrebbe riferirsi all’opera «Libro di Vallecrosia», scritto da Antonio Curti probabilmente – prendete quanto scritto con le pinze – quasi due secoli fa. L’autore racconta «questi pomi d’oro che dicon neri e van ora ma poi s’ammollano di subito presto e non mi parvero di gusto granché: ho saputo da un che va a i mercati che oltre il Sasso, alla Seburca c’è n’è un di questi della campagna che dice che li ha cresciuti belli e sodi e alora ho pensato di andar fin là uno di questi tempi, meno piovendo, per sapere»

Prima che diventasse una moda

Una delle particolarità di questo pomodoro, e probabilmente il motivo per cui non è riuscito a diffondersi nel resto d’Italia, è la sua straordinaria delicatezza. La pianta infatti è facilmente soggetta all’attacco di afidi, nottule e altri infestanti, così la sua zona di diffusione è rimasta estremamente limitata. Oggi si può trovare solo nei mercati di Seborga e in qualche paese limitrofo, esclusivamente nel mese di agosto quando raggiunge la perfetta maturazione.

Sano e buono, grazie al licopene

Il frutto raggiunge una dimensione massima attorno ai 10-12 cm, durante la sua crescita assomiglia in tutto e per tutto a un pomodoro tradizionale, ma attorno al suo grado massimo di maturazione si tinge con sfumature di verde scuro e marrone. Per queste originali sfumature bisogna ringraziare il licopene, un carotenoide impiegato anche colorante, dalle proprietà antitumorali. La buccia dal canto suo è abbastanza spessa e dura mentre la polpa non è troppo abbondante, motivo per cui spesso si usavano i pomodori neri di Seborga nelle insalate.

Sano e buono, grazie al licopene

Arriviamo al dunque però: è buono da mangiare? Il sapore ovviamente non si discosta troppo da quello dei pomodori più tradizionali, anche se ci sono delle sfumature assolutamente caratteristiche: risulta parecchio dolce e leggermente più acido del cuore di bue, pomodoro il cui gusto si avvicina di più a questa varietà scura.

Fonti: studivaldesi.org – cultura-barocca.com – fondazioneslowfood.com – sanremonews.it – southernexposure.com

TOPIC pomodoro
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