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Plancton, la nuova sfida alla creatività gastronomica

Non è per niente facile da trovare tra gli scaffali dei supermercati, eppure nel prossimo futuro la situazione potrebbe cambiare, nel frattempo meglio capire bene di cosa si tratta.

Di mode gastronomiche ne abbiamo viste parecchie, dall’arrivo della spirulina nei piatti più disparati agli hamburger gourmet, passando per il borderline caviale di lumaca e la sbarazzina birra artigianale. Da un annetto a questa parte però si parla di un originale trend gastronomico, un ingrediente nuovo per ora sfruttato solo in altissima cucina, con potenzialità però per essere ampiamente impiegato nella cucina di tutti i giorni: il plancton.

Nuova sfida alla creatività gastronomica

Plancton, questo sconosciuto

Quasi sicuramente quando avete letto plancton avete immaginato quella serie di organismi sospesi sulla superficie dell’oceano placidamente in attesa di essere divorati da una balena. E in effetti non ci siete andati troppo lontani, anche se il plancton ad uso alimentare è stato attentamente selezionato tra centinaia di specie per non essere tossico all’uomo. Si parla in particolare di fitoplancton, che differisce dallo zooplacton, prelibatezza per ora riservata alle balene, anche se non va dimenticato come questi microrganismi costituiscano assieme il gradino alimentare di base per una miriade di ecosistemi marini. Dal mare alle cucine di tutto il mondo però il passo è breve, talmente breve che già all’inizio del 2017 faceva la sua comparsa a Masterchef, come ingrediente a sorpresa di un Invention Test.

Plancton in polvere

Ok, ma in che supermercato si compra?

È difficile da credere ma un prodotto del genere non si trova esattamente tra gli scaffali di ogni supermercato, e no, nemmeno in quegli altarini gourmet sparsi per i centri commerciali. Questa microalga è coltivata per ora esclusivamente in Spagna, nel parco marino di Veta la Palma, vicino a Cadice, in un impianto dove è selezionata e seminata in diversi tubi in plexiglass riempiti d’acqua. In Italia gli unici ad avere l’autorizzazione per la distribuzione di questo prodotto è la Longino&Cardenal, un punto di riferimento indiscusso dell’alta ristorazione nostrana.

Microalga coltivata in Spagna

Riccardo Uleri, direttore di questa società, in un’intervista rilasciata a Sale&pepe ha dichiarato “La prima volta che l’ho assaggiato, sono stato folgorato dal sapore, così sofisticato, ma familiare. In un certo senso un sapore antico. E poi mi piace l’idea di far conoscere un prodotto del tutto innovativo, particolare, che scatenerà la creatività di tanti chef.”

Risotto al plancton

Secondo il nutrizionista

Cominciamo col dire che l’iter che ha portato il plancton a diventare tendenza è iniziato comunque molti anni fa, soprattutto per capirne l’idoneità a una dieta umana. Nel 2014, dopo cinque anni di ricerche, è stato riconosciuto dall’Unione Europea come Novel Food, una categoria disciplinata dalla legislazione alimentare comunitaria, concepita per nuovi alimenti o ingredienti adatti al consumo umano. È di nuovo Uleri ad aggiungere “In più il plancton è al 100% naturale e validissimo dal punto di vista nutrizionale. È ricco di ferro, calcio, fosforo, iodio, magnesio, potassio, acidi grassi Omega 3 e 6, vitamina C ed E. E ha una caratteristica decisamente interessante, che piacerà ai vegani: contiene vitamina B12, un caso pressoché unico nel mondo vegetale”.

Insomma, sappiamo che sarà un trend interessante da seguire questo del plancton, rimane da vedere cosa sapranno elaborare le migliori menti culinarie nostrane, nel frattempo meglio cominciare a mettere da parte i soldi per il primo vasetto di polvere verde.

Fonti: finedininglovers.it – salepepe.it – italiaatavola.net – pagina99.it – pachamamashop.mx

Matteo Buonanno Seves

Un giovane laureato in Scienze Gastronomiche con la passione per il giornalismo e il mai noioso mondo del cibo, perennemente impegnato nel tentativo di schivare le solite ricette e recensioni in favore di qualcosa di più originale.