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Perché le ciambelle hanno il buco?

Un problema di cottura, questo era abbastanza intuibile, ma non è altrettanto facile scoprire chi abbia avuto per primo questa brillante idea.

Non è sicuramente parte della cultura gastronomica nostrana ma le ciambelle, icona per eccellenza di dessert americano, si trovano ormai in ogni bar che si definisca tale ed è facile che almeno un paio nel corso della nostra vita le abbiamo divorate. Uno degli aspetti più caratteristici di questo dolce è sicuramente il buco, eppure le storie dietro la sua origine si sprecano.

Più che un perché, un chi

In quello che verrà ricordato come il Great Donut Debate tenutosi nel 1941, la National Dunkin Association (Associazione Nazionale Inzuppatori, sì, non stiamo scherzando, ci fu davvero un’associazione con questo nome) volle far chiarezza proprio su questo punto: chi e perché fece la prima ciambella col buco?

Più che un perché, un chi

L’attenzione verso le ciambelle non era mai stata così alta, negli ultimi trent’anni il loro consumo era schizzato alle stelle, soprattutto per quanto riguarda l’azione del dunking, inzuppare, diventata iconica perfino nei primi programmi in tv. Oggi le ciambelle hanno contagiato l’intera cultura statunitense, basti pensare ai Simpons o a Full Metal Jacket, e non sembra avere intenzione di fermarsi lì.

Ciambella e Homer, un'accoppiata simbolo degli Stati Uniti

Due storie a confronto

Esistono leggende tra le più disparate su come sia nato il buco delle ciambelle, ma sono due le storie tanto accreditate da finire come protagoniste del Great Donut Debate.

La prima e paradossalmente più accreditata storia ha inizio nel 1916, quando un reporter del Boston Post intervistò Hanson Crockett Gregory, il quale spiegò come l’idea di fare un buco nelle frittelle gli venne mentre faceva il marinaio: quando aveva ancora quindici anni, stanco di mangiare un dolce buono all’esterno, ma che aveva la maggior parte delle volte un cuore di impasto crudo al centro, ebbe la brillante idea di farci un buco prima di cuocerle.

Le due storie sull'origine delle ciambelle

La storia venne ripresa dai giornali di tutto il paese, si diffuse a macchia d’olio e fece diventare il signor Hanson incredibilmente famoso, anche se non è chiaro cosa avesse spinto i giornalisti a credere alla storia di un vecchio marinaio di 85 anni.

E se fosse merito di un vecchio indiano d’america?

Il secondo mito legato all’origine delle ciambelle è quello che vede come protagonista niente meno che un capo tribù indiano, Capo Aquila Alta della tribù dei Wampanoag, il quale aveva una teoria completamente diversa: molte generazioni prima un membro del suo popolo era impegnato nell’inseguimento di un colono, che mentre fuggiva stringeva in mano una frittella; il giovane indiano scoccò una freccia che scavò il famoso buco all’interno del dolce, dando vita al concetto della ciambella forata come la conosciamo oggi.

Ciambelle dal panettiere

Va però ricordato che, nonostante la storia di Hanson Crockett Gregory fosse la più accreditata, nessuna delle due leggende ha mai convinto definitivamente oltre ogni ragionevole dubbio. Più facile pensare che i panettieri che preparavano le ciambelle si fossero accorti della problematica del cuore crudo del dolce e decisero così di bucare le frittelle per rendere la cottura più omogenea. C’è chi, ancora, è invece convinto che la forma ad anello fosse utile per attirare l’attenzione dietro al bancone (tanto che alcuni credono che l’interno del buco fosse decorato), oppure per appendere i dolci a delle aste di legno o corde per venderli meglio.

Qualunque sia la vera origine di questo delizioso quanto peccaminoso dessert, l’unica certezza rimane la sua iconica rappresentazione degli States, nel bene e nel male.

Fonti: youtube.com Great Big Story

TOPIC Ciambelle
Matteo Buonanno Seves

Un giovane laureato in Scienze Gastronomiche con la passione per il giornalismo e il mai noioso mondo del cibo, perennemente impegnato nel tentativo di schivare le solite ricette e recensioni in favore di qualcosa di più originale.