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Perché conservare un albero maturo è meglio che piantarne molti di nuovi

Perché conservare un albero maturo è meglio che piantarne molti di nuovi

Gli alberi anziani svolgono una serie importantissima di funzioni che i più giovani non possono garantire. A cominciare dall’assorbimento della CO2.

Con l’aumento della sensibilità dei cittadini nei confronti dell’ambiente, sia nelle metropoli, che nelle città più piccole, quello del verde pubblico è diventato un tema particolarmente sentito. Ancora di più dopo i mesi di lockdown imposti per la pandemia. Ecco perché l’abbattimento di vecchi alberi per far spazio a edifici e infrastrutture innesca proteste sempre più vibranti. E a placarle non basta nemmeno l’impegno di amministrazioni comunali e aziende costruttrici a piantare nuovi alberi per compensare le perdite.

Piantare molti nuovi alberi giovani per compensare l'abbattimento di un esemplare vecchio non porta gli stessi benefici nelle città

Il valore naturale degli alberi maturi

Questo perché molti cittadini hanno capito che tanti giovani arbusti non possono produrre gli stessi benefici di un albero nel pieno della maturità. È vero, specie come platani, faggi e querce richiedono una manutenzione costosa se crescono in città, ad esempio per i lavori utili a evitare che le loro radici affiorino dal cemento. “Ma questi costi sono più che compensati se si pensa al valore naturale”, spiega su The Conversation Mary Gagen, docente di geografia fisica alla Swansea University. Una sola quercia matura produce centinaia di litri di ossigeno ogni anno e protegge migliaia di specie di uccelli, insetti, licheni e funghi.

I vantaggi per la città

Ma i vantaggi non finiscono qui. Ormai conosciamo bene il fondamentale ruolo degli alberi nell’assorbire il diossido di carbonio dall’atmosfera, contribuendo al contenimento delle temperatura del pianeta. E il contributo degli alberi maturi è maggiore. A livello locale, rinfrescano anche l’ambiente urbano: grazie alle loro chiome (la canopea) portano ombra e fanno percepire meno le ondate di calore. Favoriscono poi anche la sicurezza, smorzando le precipitazioni più intense e riducendo gli allagamenti.

I benefici per la salute

Numerose ricerche hanno dimostrato che hanno anche un effetto positivo sulla salute delle persone, sia fisico che psicologico. Oltre alla CO2, assorbono le sostanze inquinanti tipiche dello smog e, di conseguenza, riducono le probabilità di sviluppare malattie come l’asma. Migliorano il benessere mentale e riducono i tassi di criminalità. Inoltre, se si pensa ai consumi, le persone tendono a spendere di più nei negozi posizionati lungo strade verdi.

Uno scambio che sa di greenwashing?

Le dimensioni contano in questo caso. Piantare un albero più grande ha un beneficio ecologico netto annuo maggiore del 92 percento rispetto a un piccolo arbusto. Quando vengono proposti questi scambi, quindi, si è davanti a una forma di greenwashing. O almeno, la pensa così Joe Coles, attivista che si occupa di “alberi urbani” per il Woodland Trust, ente impegnato nella conservazione dei boschi nel Regno Unito.

“Finché non si accetta che i grandi alberi, che impiegano decenni a raggiungere la maturità, hanno un valore importante – fatto dimostrato da evidenze scientifiche – continueremo a sentire affermazioni false ma convenienti sul fatto che un numero più alto di alberi piccoli sono una compensazione adeguata per favorire lo sviluppo”, ha dichiarato l’attivista.


MARCO RIZZA
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Giornalista, ex studente della Scuola di Giornalismo Walter Tobagi. Osservatore attento (e preoccupato) delle questioni ambientali e cacciatore curioso di innovazioni che puntano a risolverle o attenuarne l'impatto. Seguo soprattutto i temi legati all'economia circolare, alla mobilità green, al turismo sostenibile e al mondo food
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Giornalista, ex studente della Scuola di Giornalismo Walter Tobagi. Osservatore attento (e preoccupato) delle questioni ambientali e cacciatore curioso di innovazioni che puntano a risolverle o attenuarne l'impatto. Seguo soprattutto i temi legati all'economia circolare, alla mobilità green, al turismo sostenibile e al mondo food
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