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Peggio di Chernobyl, il vero inquinamento radioattivo è nelle Isole Marshall

Il luogo del pianeta col più elevato inquinamento radioattivo sarebbero proprio le Isole Marshall luogo di test nucleari USA. Concentrazioni fino a 1000 volte più alte che a Chernobyl.

L’inquinamento radioattivo delle Isole Marshall sarebbe più elevato di quello dei terreni attorno a Chernobyl. Il disastro ambientale nucleare di Chernobyl è un fatto ormai noto alle cronache: l’estensione del disastro e della Zona di Alienazione dove è vietata la presenza umana, hanno colpito e continuano a colpire l’opinione pubblica da ormai 33 anni. Eppure quello che è universalmente riconosciuto come uno tra i più terrificanti disastri naturali della storia dell’uomo potrebbe non essere il più terribile disastro nucleare. Secondo un gruppo di ricercatori della Columbia University negli Stati Uniti, questo poco invidiabile primato spetterebbe infatti alle Isole Marshall.

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L’altissimo inquinamento radioattivo delle Isole Marshall

I disastri di Chernobyl e Fukushima sono tra i due più grandi disastri nucleari fino ad ora registrati eppure, secondo quando riportato da una ricerca pubblicata sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences, l’inquinamento radioattivo causato da questi incidenti sarebbe solo una parte di quanto invece presente nelle Isole Marshall, una serie di isole dell’Oceano Pacifico, un tempo sotto il controllo degli Stati Uniti e ora stato indipendente, terreno tra il 1946 e il 1958 di test nucleari condotti proprio dagli Stati Uniti.

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In tre delle isole (Bikini, Enjebi, Runit), terreno dei ben 67 test nucleari, i ricercatori americani avrebbero trovato indicazioni di inquinamento radioattivo elevatissimo con concentrazioni di isotopi radioattivi da 15 fino a 1000 volte più alte di quanto registrato nei pressi delle centrali di Chernobyl e Fukushima. Non solo: l’isola di Naen, distante circa 160km dai luoghi dei test, avrebbe altissime concentrazioni di plutonio-238, generalmente considerato una scoria nucleare. Secondo i ricercatori potrebbe significare che il sito fu scelto come discarica abusiva di materiale di scarto prodotto dai test. L’unico altro luogo nelle Isole Marshall dove è presente plutonio-238 sarebbe infatti il sito di stoccaggio ufficiale sull’isola di Runit dove il «sarcofago» di contenimento starebbe, tra l’altro, dando i primi segni di cedimento.

I danni ambientali dei test nucleari nelle Isole Marshall

Ricerche hanno suggerito come alcune isole degli atolli interessati possano venire riaperte per l’abitazione umana e circa 600 persone già sono ritornate a vivere in isole limitrofe. Per i ricercatori della Columbia sarebbe un vero rischio per le popolazioni visto l’elevatissimo inquinamento radioattivo ancora presente nell’area.

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Nei loro test su frutta e verdura coltivate sulle isole, i ricercatori hanno trovato livelli di inquinamento radioattivo superiore a quello di sicurezza previsto in paesi come Russia, Ucraina, Bielorussia e Giappone, e in alcuni casi anche di quelli degli Stati Uniti dove i livelli di tolleranza sono più alti. La ricerca è stata criticata dal fonti ufficiali del Governo statunitense. Gli autori sono convinti che una fonte indipendente, senza cittadini statunitensi, potrebbe invece supportare i loro dati e fare luce sulla questione una volta per tutte.

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