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Pannelli solari che funzionano anche quando piove

I pannelli solari funzionano quando piove? Da oggi potrebbero farlo! Grazie a una soluzione ibrida che sfrutta anche le gocce di pioggia per produrre energia elettrica.

Nuovi pannelli solari che funzionano anche quando piove, ecco la creazione di un team di ingegneri cinesi che ha dato vita al primo pannello solare ibrido. Oltre alla luce solare potrà produrre energia elettrica anche sfruttando le gocce di pioggia. Un’innovazione che potrebbe rivoluzionare il settore e rendere i pannelli solari molto più efficienti.

Pannelli solari che funzionano anche quando piove TENGs

Una pioggia di elettricità

Si tratta di pannelli solari capaci di produrre energia elettrica sia in maniera tradizionale, sfruttando l’energia del sole, che le gocce di pioggia quando piove. Il principio utilizzato può essere considerato a grandi linee lo stesso che ci fa prendere quelle scosse fastidiose quando si scende dall’auto, e prende il nome di effetto triboelettrico. Esso consiste nel trasferimento di carica tra due materiali differenti di cui uno almeno è isolante. L’energia elettrica è prodotta tramite frizione o anche semplice contatto tra i due materiali. Quelli di cui si sono serviti gli ingegneri vengono definiti TENGs, che sta per nanogeneratori triboelettrici.

Pannelli solari che funzionano anche quando piove

In questo caso si è trattato di due diversi polimeri, rigorosamente trasparenti, posti al di sopra del pannello solare. La trasparenza è da considerarsi il punto chiave, dal momento che non va a intaccare la normale produzione del pannello. I due polimeri utilizzati hanno dei nomi quasi impronunciabili: il polidimetilsilossano chiamato PDMS e, preparatevi, il poli(3,4 – etilendiossitiofene):poli(stirensulfonato), chiamato PEDOT:PSS. Inoltre sui due strati di polimeri sono state incise delle scanalature ricoperte in argento, simili a quelle presente su di un DVD. Per ora la quantità di energia elettrica prodotta con la pioggia da questi pannelli ibridi è molto ridotta, tuttavia il team è ottimista, suggerendo la possibilità di successive implementazioni per un uso scalare della nuova tecnologia. Insomma, un’altra buona notizia per l’ambiente!

Fonti: Inhabitat

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Chitarrista, motociclista, da sempre appassionato di scienza, tecnica e natura. Sono laureato in Psicologia del Lavoro e della Comunicazione. Curioso per natura amo i viaggi, il buon vino e scoprire cose nuove. Da qualche anno nel settore del marketing digitale e della comunicazione.