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Orecchietteria Banfi, la pasta «alle cime di rèp» arriva a Roma

Per il 21 Settembre è prevista l’apertura del ristorante dell’attore Lino Banfi, tutto incentrato, e non c’era alcun dubbio, sulla cucina pugliese.


L’apertura dell’inaspettata Orecchietteria Banfi è attesa per il 21 Settembre in via Belli 16 a Roma, idea avuta dal mitico Lino Banfi alla veneranda età di 80 anni. L’attore dall’indimenticabile parlata dirigerà le danze del locale assieme alla figlia Rosanna e al suo genero, con l’aggiunta di altri membri della famiglia.

Ecco a voi la mitica orecchietteria Banfi

La Puglia di Banfi arriva a Roma

A costo di dire l’ovvio la cucina sarà quella pugliese, e a farla da padrona sarà la pasta, nemmeno un taglio qualsiasi, ma proprio le orecchiette che danno il nome al ristorante, il cui cliente per eccellenza dovrebbe essere il professionista in pausa a pranzo. Il menu annovera specialità come le classiche orecchiette alle «cime di rèp», ma anche le «delichète» e le «veghène», senza tralasciare l’eccezionale variante alla «porca puttèna».

L'ingresso dell'Orecchietteria Banfi

Al suo interno il locale sarà ricco di poster e cimeli provenienti dall’intera filmografia di Banfi, le citazioni nascoste o meno si sprecano, basta vedere quel «E benvenuti…» che invoca a gran voce il commissario Auricchio della pellicola Fracchia la belva umana. Solo su una cosa non si scherza: il cibo, basti pensare che verranno serviti tre diversi tipi di burrata: la frangese, la baricentro e la orientèle. Tra i dolci invece ci sono quelli che strizzano l’occhio al brigadiere Zagaria, con quelle «Père che il pompelmo faccia mele».

Servizio «porta a chèsa»

Con l’idea di un pasto veloce in mente il genero di Banfi, Fabio Leone, spiega, come riportato dalla sito dissapore.com che «la scelta è quella di utilizzare stoviglie compostabili e non avere servizio ai tavoli, ci è sembrato un metodo veloce e adatto ai professionisti che verranno per la pausa pranzo».

Il menù dell'Orecchietteria Banfi

A sveltire ulteriormente il servizio ci penseranno dei simil-cercapersone, piccoli congegni che segnaleranno all’avventore famelico il momento giusto per andare a ritirare la propria ordinazione. Il servizio però non si limiterà al solo ristorante, ci sarà infatti anche la possibilità di ordinare d’asporto, o meglio «porta a chèsa», previsto però solo in una zona limitata, non troppo distante dal locale.

Fonti: repubblica.it – dissapore.com

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