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Omega-3: anche le fonti vegetali permettono di godere dei loro benefici

Omega-3: anche le fonti vegetali permettono di godere dei loro benefici

Non solo pesce, anche gli omega-3 vegetali possono migliorare la salute del cuore e ridurre il rischio di malattie cardiache secondo una nuova ricerca

Quando pensiamo ad alimenti ricchi di acidi grassi omega-3 e a tutti i benefici che derivano dal nutrirsene, viene immediato pensare al pesce e in particolare il pesce azzurro. Una nuova ricerca che arriva dagli Stati Uniti ha messo in luce come anche le fonti vegetali di omega-3 che contengono acido alfa-linolenico (ALA) possono portare ampi benefici, in particolare per salute cardiovascolare.

omega-3 vegetali
Foto: Sweetlouise @Pixabay

Omega-3 vegetali: fanno bene al cuore

A chi non piace il pesce o ha poche occasioni per portarlo in tavola, farà piacere sapere che anche le fonti vegetali di omega-3 possono portare benefici concreti. È quanto messo in luce da una nuova ricerca comparativa che arriva dall’Università della Pennsylvania negli Stati Uniti. Diverse ricerche ormai hanno mostrato un collegamento tra l’assunzione di omega-3 e un minor rischio di malattie cardiache.

Tuttavia gli studi si basavano in prevalenza sugli omega-3 reperibili nella fauna marina mentre ancora poco chiari erano i benefici dell’acido alfa-linolenico. Secondo l’analisi incrociata dalle letteratura condotta dai ricercatori americani, il consumo di ALA che si trova negli alimenti a base vegetale, è associabile a un rischio di malattie cardiovascolari inferiore fino al 10% e fino al 20% per le malattie coronariche letali.

Acido alfa-linoleico: l’omega-3 vegetale

L'ALA avrebbe effetti benefici come la riduzione di malattie come il colesterolo, ipertensione e infiammazione in generale. Questo potrebbe aiutare a spiegare i benefici degli omega-3 vegetali per la salute del cuore. Ma non è tutto: secondo i ricercatori, esisterebbero prove di come anche le persone che mangiano pesce e frutti di mare, potrebbero ottenere ulteriori benefici in aggiunta derivanti dal consumo di omega-3 di origine vegetale, indicando come l’ALA potrebbe non sostituirsi interamente ma funzionare in sinergia con altri omega-3.

“Le persone potrebbero non voler mangiare pesce per una serie di motivi, ma è comunque importante per loro consumare omega-3 per ridurre il rischio di malattie cardiache e promuovere la salute generale”, ha affermato Penny Kris-Etherton, dietista e professore di Scienze Nutrizionali presso la Pennsylvania State. Gli omega-3 vegetali si possono trovare soprattutto in semi oleosi come semi di chia, lino e canapa o ancora nei semi di kiwi e in quelli di soia. Anche gli olii estratti da questi semi contengono buone quantità di ALA. In quantità inferiore sono presenti anche in diversa frutta a guscio come noci, mandorle, pistacchi e anacardi.

Fonti: Pennsylvania State University - psu.edu

Le informazioni contenute in questo articolo sono da intendersi a puro scopo informativo e divulgativo e non devono essere intese in alcun modo come diagnosi, prognosi o terapie da sostituirsi a quelle farmacologiche eventualmente in atto. In nessun caso sostituiscono la consulenza medica specialistica. L’autore ed il sito declinano ogni responsabilità rispetto ad eventuali reazioni indesiderate.


denis venturi
Denis Venturi
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Laureato in Scienze Politiche e Comunicazione Pubblica, ha lavorato in radio e nel tempo libero si dedica alla scrittura creativa. Da sempre appassionato di cultura, scienza e tecnologia è costantemente a caccia di nuove curiosità in grado di cambiare il mondo in cui viviamo.
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