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L’Oceano Artico è sempre più acido: interi ecosistemi a rischio

L’Oceano Artico sta diventando sempre più acido a causa del riscaldamento globale e le conseguenze del cambiamento preoccupano gli scienziati.

La corsa del cambiamento climatico non accenna a fermarsi e l’Oceano Artico ne sta subendo le conseguenze in modo drammatico, diventando sempre più acido. Uno studio di recente pubblicato in Science ha indagato sulle cause del fenomeno e ha lanciato l’allarme per il futuro. Gli scienziati sono preoccupati per la salute degli ecosistemi, ma il primo passo per mitigare i danni è colmare le lacune di conoscenza.

Oceano Artico acido
Foto: CHRISTIAN PFEIFER @Pexels

Lo studio

A mostrare come l’Oceano Artico stia diventando sempre più acido ci ha pensato un team guidato da Wei-Jun Cai dell’Università del Delaware. I ricercatori hanno analizzato i dati raccolti nel corso di 47 spedizioni partite tra il 1994 e il 2020. Sotto esame c’erano in particolare ph delle acque e quantità di aragonite disciolta in esse. La presenza di tale minerale fornisce utili indicazioni sulla salute di molluschi e coralli, che lo utilizzano per costruire i propri gusci. Il lavoro si è concentrato sulla parte Occidentale del bacino, dato che sulla zona Orientale, sotto il dominio russo, le informazioni scarseggiano. Le prospettive aperte dal paper appaiono interessanti, ma i limiti connessi alla difficoltà e ai costi di studiare in modo esaustivo regioni estreme come quelle dell’Artico pesano sui risultati.

L’Oceano Artico più acido

Lo studio ha mostrato che l’Oceano Artico è ormai sempre più acido. Nella parte Occidentale del bacino il ph diminuisce a velocità quadrupla rispetto a quanto accade nelle acque dei restanti continenti. Lo stesso vale per l’aragonite, calata tre volte più rapidamente qui che altrove nel periodo analizzato. A causare tutto ciò è, ancora una volta, il riscaldamento globale. La quantità di CO2 presente in atmosfera è, infatti in aumento e, a causa dello scioglimento dei ghiacci, l’Oceano, privo di barriera, assorbe il gas e nella reazione con l’acqua si forma l’acido carbonico. Il ghiaccio, fondendo, diluisce, poi, i composti che potrebbero neutralizzare la sostanza. Strati superiori e inferiori finiscono, così, per non mischiarsi e nei pressi della superficie l’acidificazione aumenta.

Le conseguenze

Il fatto che l’Oceano Artico stia diventando sempre più acido rappresenta un campanello d’allarme. Il ph delle acque ha subito varie oscillazioni nel corso della storia del mondo, ma il cambiamento non è mai risultato tanto rapido e importante. Gli scienziati temono ora che, entro la fine del secolo, i mutamenti portino all’estinzione di intere specie o, comunque, alterino pesantemente gli equilibri negli oceani. A rischio c’è, infatti, l’intera dinamica connessa alla catena alimentare, insieme ai rapporti tra predatori e prede. Alcune specie hanno poi visto le proprie capacità di movimento peggiorare, mentre altre hanno perso in parte o del tutto l’udito. La portata delle conseguenze dell’acidificazione crescente non è, comunque, ancora del tutto chiara.

Ignorare che l’Oceano Artico diventa di anno in anno più acido è impossibile. La superficie delle acque con ph ridotto e livelli di aragonite bassi raggiungeva nel 2020 il 7% dell’intero bacino. Nel 1990 tale area aveva un’estensione pressoché nulla. Diversi team stanno mettendo a punto strumenti per effettuare misurazioni più costanti che permettano di ricostruire quadri più esaustivi. Nel frattempo ridurre le emissioni appare la priorità.

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Laureata in Filosofia, credo fermamente che ogni sfaccettatura del sapere umano meriti di essere inseguita. Amo la lettura, gli animali e la natura e penso che solo continuando a farsi domande sia possibile mantenere uno sguardo vigile sul mondo.