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Oceani più naturali: la strategia contro la CO2

Mantenere gli oceani più naturali potrebbe rivelarsi un’arma contro il cambiamento climatico. La strategia del rewilding sembra quella vincente.

Per il pianeta gli oceani sono essenziali. Tutelarli è dunque fondamentale e, di recente, uno studio ha suggerito di puntare sul rewilding. Mantenere gli oceani più naturali aiuterebbe, infatti, a ottimizzare la loro capacità di sequestro di CO2. In vista degli obiettivi climatici fissati dal Paris Agreement ciò non è trascurabile e il Regno Unito sembra deciso a puntare su tale strategia.

oceani più naturali

Il ruolo degli oceani:

Rendere gli oceani più naturali potrebbe rivelarsi fondamentale per il futuro del pianeta. Gli ecosistemi marini sequestrano, infatti, circa un terzo della CO2 prodotta da attività umane, ma, negli ultimi decenni, sono stati messi a dura prova. Inquinamento e attività dannose, come la pesca a strascico stanno, infatti, alterando gli equilibri, distruggendo i fondali. Nel Regno Unito, per esempio, le acque costiere occupano circa 500.000 Km2 e sequestrano 205 milioni di tonnellate di carbonio. Tra gli ambienti dalle grandi potenzialità figurano 427 km2 di paludi salmastre. Ogni anno ne scompare, però, lo 0.2% e, al ritmo attuale, il tasso di perdita raggiungerà l’8% entro il 2060.

Oceani più naturali:

Nel contesto del cambiamento climatico, gli oceani sono dei preziosi alleati. In un recente report Marine Conservation Society ha insistito sull’approccio del rewilding. Si tratta di una strategia di conservazione che punta al ripristino degli ecosistemi danneggiati, così che la natura possa riappropriarsi degli ambienti. L’organizzazione, insieme a Rewilding Britain, ha chiesto al governo progetti concreti. Sarebbe necessario tutelare le barriere di ostriche, fondamentali contro l’erosione e per mantenere le acque pulite. Alghe e paludi salmastre, poi, in UK sequestrano 43.000 tonnellate di CO2 all’anno e favorirle è prioritario. La richiesta è quella di trasformare il 30% delle acque in Aree Marine Protette, con rigidi divieti, che permettano un ritorno a oceani più naturali.

Una soluzione contro la CO2:

Oceani più naturali potrebbero fare la differenza. Secondo le stime paludi salmastre e fondali ricchi di alghe arrivano globalmente a sequestrare 450 milioni di tonnellate di CO2 annue, equivalenti alle metà delle emissioni causate dai trasporti. Chris Tuckett di MCS ha affermato che gli ambienti marini dovrebbero godere della stessa considerazione delle foreste. Le emissioni di gas serra hanno raggiunto i 55.3 miliardi di tonnellate nel 2018 e sono in crescita. Perché l’aumento di temperatura globale rimanga al di sotto dei 1.5° C, dovrebbero scendere a 25 miliardi. Il rewilding degli ecosistemi marini ne permetterebbe il sequestro di 1.83 miliardi di tonnellate annue, il 5% del necessario a livello globale.

In un mondo in continuo sviluppo pensare a oceani più naturali potrebbe apparire anacronistico. Abbiamo da poco iniziato ad abituarci al rewilding in riferimento a giardini, foreste o ad aree urbane. È il momento di comprendere che la natura rappresenta la miglior tutela di se stessa. Il meglio che possiamo fare, è aiutarla a difendersi proprio da noi.

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Laureata in Filosofia, credo fermamente che ogni sfaccettatura del sapere umano meriti di essere inseguita. Amo la lettura, gli animali e la natura e penso che solo continuando a farsi domande sia possibile mantenere uno sguardo vigile sul mondo.