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Nuove etichette grazie al Sage Project

Trasparenza, semplicità e personalizzazione, potrebbero essere questi i tre cardini di un progetto che potrebbe rivoluzionare il mondo delle etichette


Sappiamo tutti cosa aspettarci, bene o male, da una etichetta in fondo a una scatola trovata sugli scaffali di un supermercato. E in effetti dietro a quell’etichetta ci sono leggi, accordi internazionali, insomma una mole di lavoro non indifferente. Eppure, nonostante si sia investito molto per informare il cliente su suoi acquisti, lasciando ormai poche scuse a chi vuole farsi del male con prodotti spazzatura, non è sempre facile orientarsi tra quei microscopici caratteri. Qui entra in campo il Sage Project, di cui abbiamo parlato nell’articolo sulla spesa del futuro, un progetto che mira a rivoluzionare la grafica delle etichette, anzi, la loro natura stessa, per adeguarle al mondo del terzo millennio.

Nuove etichette grazie al Sage Project

Studenti dietro l’etichetta

Secondo il sito dedicato al progetto questo sarebbe “a new platform where design and technology come together to create the food labels we’ve always wanted — smart, simple, and personalized.Una nuova piattaforma insomma, in grado di indirizzare al meglio noi consumatori vendo incontro al nostro bisogno di una grafica accattivante. Tre i punti cardine: trasparenza, semplicità e personalizzazione. La prima perché le informazioni sul cibo dovrebbero essere affidabili e alla portata di tutti, la seconda è assolto grazie all’impiego di infografiche facilmente comprensibili e l’ultima per aderire ai nostri bisogni individuali.

Sage project, studenti dietro l'etichetta

Il volume di dati a disposizione di questo progetto è sicuramente interessante, considerando che ogni giorno i partner aumentano e grandi aziende cominciano ad interessarsi a questa nuova piattaforma, senza considerare l’attenzione posta per le attività fisiche: il Sage project offre, per ogni alimento, il corrispondente ammontare di esercizi per poter smaltire quelle calorie.

Un motore di ricerca

Il motore di ricerca interna al progetto è un altro punto a favore di questa idea. Oltre alla semplicità di impiego e le classiche categorie a cui ci hanno abituato centinaia e centinaia di servizi simili, il Sage Project impiega un sistema molto intuitivo, basato su caratteristiche più “sottili”, come prodotti selezionati in base alla presenza di grassi salutari, un alto contenuto di vitamine o, perché no, senza Ogm. Ogni alimento poi è “taggato” con delle specifiche etichette che creano una moltitudine di sottogruppi per categorizzare un determinato alimento, rendendo ancora più semplice trovarne di simili. Come sottolineano, “When there’s a data point that we know you’re interested in, we’ll highlight it for you. And if there’s anything you need to be careful about – like an allergen or an intolerance – we’ll flag that too.

Un motore di ricerca

Il punto forte però di tutto il progetto però non sono tanto i dati in sé, quanto la loro fruibilità. La grafica del sito è estremamente curata, provare per credere, e i dati sono assolutamente leggibili e chiari. Così, prendendo il tonno pinna gialla d’esempio, scopriamo le calorie, circa 120 per porzione, gli ingredienti (in questo caso ovviamente uno), e gli elementi “buoni” di cui è ricco, come “Niacin, Phosphorus, Potassium, Protein, Selenium, Vitamin B12, Vitamin B6, Vitamin D”. Questo ovviamente perché non abbiamo personalizzato in alcun modo la nostra ricerca, altrimenti il motore avrebbe evidenziato prima le informazioni per noi più utili.

Il Sage Project ci dà un assaggio di come sarà il futuro delle etichette, e per una volta sembrerebbe che il vero protagonista sia il consumatore.

Fonti: foodandwine.com – sageproject.com – digitaltrends.com – ewscenter.sdsu.edu – nicelydone.club/

TOPIC sage project
Matteo Buonanno Seves
Un giovane laureato in Scienze Gastronomiche con la passione per il giornalismo e il mai noioso mondo del cibo, perennemente impegnato nel tentativo di schivare le solite ricette e recensioni in favore di qualcosa di più originale.