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La nuova foresta verticale e sostenibile: un progetto italiano a Il Cairo

A Il Cairo arriverà una nuova foresta verticale, una serie di palazzi progettati da un architetto italiano in nome della natura e della sostenibilità.

Nel nuovo distretto amministrativo de Il Cairo sorgerà una foresta verticale sostenibile, progettata dall’architetto italiano Stefano Boeri. Il progetto comprende diversi edifici e sarà il simbolo di un nuovo periodo di prosperità dell’Egitto, in pieno contatto con la natura e il retaggio del paese. In più le soluzione architettoniche utilizzate renderanno gli edifici indipendenti anche dal punto di vista energetico.

foresta verticale cairo
Foto di Stefano Boeri Architetti

Il progetto della foresta verticale completamente verde

L’idea comprende 3 edifici ciascun alto 7 piani, sviluppata dall’architetto Stefano Boeri in collaborazione il designer del posto Shimaa Shalash e l’agronoma Laura Gatti. La scelta delle piante ovviamente sarà di vitale importanza per la riuscita del progetto, che dovrà integrare una precisa progettazione degli spazi verdi in modo tale che abbiano bisogno della minor quantità possibile di manutenzione. Il risultato sarà un hotel e due palazzi residenziali, strutturati per accogliere i dipendenti degli uffici amministrativi della città.

progetto foresta verticale
Foto di Stefano Boeri Architetti

Ad ogni piano saranno presenti delle terrazze adornate di alberi, se ne conteranno circa 340, assieme a qualcosa come 14.000 cespugli. L’ombra generate da queste piante contribuirà a mantenere costante la temperatura all’interno dei palazzi limitando l’energia richiesta per la climatizzazione degli edifici. Si conteranno complessivamente circa 100 specie diverse, tutte native dell’Egitto. Per rendere l’idea, il numero di vegetali presenti sarà circa il triplo di tutte quelle presenti nella zona del Grande Cairo.

Secondo i calcoli fatti dagli esperti questi edifici saranno in grado di essere praticamente ad impatto zero, assorbendo ogni anno una grande percentuale della CO2 emessa: 8 milioni di tonnellate su 9 milioni emesse. Energicamente, come abbiamo anticipato, gli edifici saranno completamente indipendenti. I lavori cominceranno nel 2020 e se tutto andrà secondo i piani per il 2022 i tre palazzi saranno ultimati.

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