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Natale: come cucinare pranzi e cene nel modo più ecofriendly possibile

Nella preparazione dei banchetti bisognerebbe stare attenti ai consumi energetici. Meglio i metodi di cottura a bassa temperatura che il forno tradizionale

Essere più ecofriendly a Natale non significa per forza rinunciare alle tradizioni. Spesso basta qualche piccola accortezza in più, anche in cucina. È da questa stanza che proviene una buona parte delle emissioni di gas serra, quelle responsabili del surriscaldamento globale, legate alle festività. Le cause sono le modalità di preparazione dei piatti che andranno a comporre i banchetti luculliani tipici del periodo. Pranzi e cene diventano più abbondanti e frequenti e così anche i consumi energetici.

Natale cucina ecofriendly

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Elettrodomestici: buoni e cattivi

Basti pensare che, in generale, il sistema alimentare è responsabile di circa il 37 percento delle emissioni globali. Uno studio inglese pubblicato su Nature Food rivela ora che il 61 percento di queste dipende da come cuciniamo il cibo. La stessa ricerca, però, offre anche delle soluzioni per minimizzare l’impatto delle nostre performance da chef. In particolare, identifica gli strumenti migliori e peggiori per la preparazione dei menù di Natale: il nemico numero uno dell’ambiente è il forno tradizionale; sarebbero invece da preferire soluzioni come il forno a microonde, la pentola a pressione (soprattutto quella elettrica) e lo slow cooker, pentola elettrica per la cottura a bassa temperatura. La scelta di metodi di cottura a basso consumo energetico può aiutare ad abbassare le emissioni di 16 volte per certe tipologie di cibo.

Lo studio riporta alcuni esempi. La quota di emissioni delle verdure al forno sale tra il 52 e il 78 percento delle emissioni totali del ciclo di vita dei prodotti (produzione, distribuzione e consumo). Invece, se si usa il forno a microonde per cucinare, bollire o per cuocere al vapore, i gas serra rilasciati scendono fino al 78 percento. La pentola a pressione è particolarmente indicata per abbassare i tempi di cottura di carne, legumi, patate e verdure in generale. Quella elettrica, in particolare, permette di dimezzare la quantità di energia della pentola da fornello.

Cambiare metodo di cottura

Proprio il tempo di cottura, insieme alla fase di preriscaldamento e alle alte temperature, è il punto debole dei forni classici dai quali a Natale escono lasagne e i più classici piatti di carne. Quest’ultima, il più delle volte viene arrostita. Ma cambiare metodo di cottura, trovando modi alternativi di confezionare la stessa proposta culinaria, potrebbe essere un altro grande aiuto. Le preparazioni con la carne sono responsabili della fetta più grossa di emissioni quando si parla di cibo, anche se la produzione della carne stessa rimane la fase più inquinante in assoluto. Un buon motivo per consumarne meno e sostituirla, ove possibile, con alternative altrettanto proteiche come i legumi.

Combinare modalità diverse

Gli chef più rispettosi delle tradizioni potrebbero tuttavia non essere restii a cambiare i metodi di cottura dei loro cavalli di battaglia. Il forno garantisce gusti, consistenze e aromi unici. Ecco perché, per aggirare questa barriera mentale, la soluzione potrebbe essere un compromesso, ovvero una combinazione di modalità: se la ricetta lo permette, si dovrebbe valutare la possibilità di fare una precottura in forno a microonde per poi completare l’opera nel classico forno. Così si riducono le tempistiche, le vere responsabili delle emissioni in cucina. E il banchetto natalizio a basso impatto ambientale è servito.

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