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Natale, come scegliere un albero con una bassa impronta ecologica

Natale, come scegliere un albero con una bassa impronta ecologica

Il suo impatto è modesto rispetto ad altre abitudini natalizie, ma sceglierlo bene può essere un buon inizio per rendere più green le nostre feste.

L’albero di Natale porta gioia, serenità e spensieratezza nelle case ogni anno in occasione delle festività. È uno di quei simboli a cui in pochi sono disposti a rinunciare. Anche questo elemento decorativo tuttavia può avere, nel suo piccolo, un impatto sull’ambiente. Il percorso che lo porta dalla terra, o dalla fabbrica, al nostro salotto fa sì che lasci un’impronta ecologica, cioè che produca emissioni di anidride carbonica. Certo, la quantità è modesta in confronto ad altri comportamenti natalizi, come i lunghi viaggi e le abbuffate a tavola (e i relativi sprechi).

Albero Natale green ecologico

Le valutazioni da fare

Scegliere bene l’albero, tuttavia, può essere il punto d’inizio per attenuare l’impatto del nostro Natale. Per capire quanto l’abete delle feste possa incidere sull’inquinamento e sul surriscaldamento globale vanno valutati alcuni aspetti. Se è una pianta vera, bisogna verificare dove e come è stata coltivata, pensare per quanti anni sarà utilizzata e come sarà smaltita o riciclata. Se invece è un albero artificiale è necessario guardare di che materiale è composto e dove e come è stato prodotto.

L’albero vero: da dove viene?

Nel dettaglio, quando si opta per albero vero bisogna stare attenti a dove è stato coltivato. La scelta più green è un abete cresciuto vicino a casa in modo tale da ridurre i costi e le emissioni collegate al trasporto. Meglio ancora se coltivato senza l’uso di pesticidi. Un altro punto da tenere a mente è il terreno su cui è stato coltivato: meglio comprare un esemplare che arriva da terreni arabili o praterie di scarso interesse ecologico piuttosto che da aree montane ad alto rischio idrogeologico o da brughiere e torbiere nel cui suolo sono conservate importanti quantità di anidride carbonica che rischiano di fuoriuscire.

Le conseguenze del taglio sulle emissioni non deve preoccupare più di tanto. È assolutamente vero, ci sarà un albero in meno a succhiare CO2 dall’atmosfera. Tuttavia, se viene “strappato” da una foresta composta da alberi più grandi la sua perdita sarà compensata dai vecchi compagni che potranno crescere assorbendo più luce e più nutrienti avendo meno “concorrenza” in quella zona. Invece, se arriva da una coltivazione destinata a sparire completamente per la vendita, una parte di materia organica (e di CO2) rimarrà con le radici morte e le foglie cadute che saranno riassorbite da quella banca di anidride carbonica che è il suolo.

Il fine vita

Il tema delle emissioni dirette riguarda più la fine del suo “servizio natalizio”. Bisogna quindi pensare bene cosa se ne vuole fare. La destinazione da evitare, se si decide di buttarlo, è la discarica, la soluzione a più alto impatto. Anche bruciare l’albero non è il massimo, visto che la CO2 tornerà nell’aria insieme ad altri gas inquinanti. Ma anche in questo scenario non si produrrebbero nuove emissioni, bensì si spigionerebbero di nuovo quelle assorbite in passato dalla pianta. Meglio comunque evitare e preferire la piantumazione in giardino, il suo riciclo in cippato per concimare il suolo o in compost per le piante.

L’albero finto

Gli alberi artificiali, infine, possono avere una grande impronta ecologica. Prima di acquistarlo, è opportuno verificare quali sono i materiali che lo compongono e, ancora più importante, pensare a quante festività natalizie decorerà la nostra casa. Se sarà utilizzato per i successivi dieci anni, l’impatto sull’ambiente derivante dalla sua produzione sarà irrilevante. A patto che non sia stato prodotto all’estero, visto che il trasporto inciderebbe molto nel breve termine.

I consigli

Facendo una sintesi, ecco i consigli da seguire per scegliere un albero di Natale il più green possibile:

  • compra un albero vero, mettilo in un vaso, usalo per molti anni e alla fine piantalo in giardino;
  • se non ti serve più, ricicla il tuo albero vero in cippato o compost; non buttarlo o bruciarlo;
  • compra un albero da un produttore locale o da ONG che si occupano di ambiente;
  • evita gli alberi che vengono da lontano, soprattutto quelli coltivati in ambienti a rischio;
  • scegli, se possibile, alberi coltivati in modo biologico.

REDAZIONE
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Raccontare e spiegare cibo, sostenibilità, natura e salute. Un obiettivo più facile a dirsi che a farsi, ma nella redazione di inNaturale non sono queste le sfide che scoraggiano. Siamo un gruppo di giovani affiatati in cerca del servizio perfetto, pronti a raccontarvi le ultime novità e le storie più particolari.

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