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Morsi di serpenti: il primo grande studio sul loro impatto

Nell’immaginario comune i morsi di serpenti sono eventi estremamente rari. Purtroppo uno studio ha dimostrato che il loro impatto è ancora devastante.

In molti luoghi i morsi di serpenti sono ancora oggi molto frequenti. Mietono vittime e causano danni permanenti a chi riesce a sopravvivere. Si tratta, però, di eventi poco studiati. Ora ricercatori e OMS li hanno riportati sotto i riflettori e i dati sono allarmanti. L’India detiene il triste primato, e in molte realtà in via di sviluppo sono necessari interventi mirati.

Morsi serpenti

Dati allarmanti:

Secondo l’OMS ogni anno i morsi di serpenti uccidono da 81.410 a 137.880 persone. Le gravi menomazioni connesse sono almeno il triplo. Raccogliere dati precisi, però, è complicato. Il biochimico Kempaiah Kemparaju ha spiegato che si tratta di una patologia che interessa i poveri agricoltori delle zone rurali. Spesso non possono recarsi in ospedale e sfuggono ai conteggi. L’Institute for Health Metrics and Evaluation ha ora presentato il Global Burden of Disease study. Sfruttando dati e testimonianze è stato analizzato l’impatto di 369 cause di malattie e lesioni in 204 territori. I dati mostrano che l’obiettivo dell’OMS di dimezzare le morti per morsi di serpenti entro il 2030 è lontano.

L’India:

Lo studio dell’IHME ha permesso per la prima volta di osservare l’impatto dei morsi di serpenti nel mondo. L’India è risultata la nazione più colpita. Qui si verifica circa l’80% delle morti annuali globali per morsi di serpenti. A causarne il 90% sono i Big Four: cobra, krait indiano, vipera rostrata e vipera di Russell. Il veleno dei primi è neurotossico, mentre quello delle vipere è ad azione emotossica. I morsi di serpenti costano ogni anno ai cittadini indiani l’equivalente di 3 milioni di anni di salute e produttività. L’impatto, infatti è devastante anche per i sopravvissuti, che devono convivere con patologie croniche, amputazioni, necrosi dei tessuti e terribili cicatrici.

Interventi urgenti:

Mitigare l’emergenza non è semplice. L’OMS nel 2017 ha classificato i morsi di serpenti come malattie tropicali trascurate di massima priorità, ma non basta. Prabhat Jha, dal Centre for Global Health Research, ha sottolineato che per contenerne l’impatto servono dati molto più precisi. Un’altra questione prioritaria sono gli antidoti. Sono infatti estremamente costosi da produrre e da conservare. Nei Paesi poveri dunque quelli efficaci sono spesso assenti, rari o non accessibili. Priyanka Kadam, presidente di Snakebite Healing and Education Society, ha affermato che sono necessarie azioni politiche. I sistemi sanitari deboli devono essere potenziati, così come l’accesso alle cure nelle isolate comunità rurali. Anche l’educazione alla prevenzione dei rischi sarà fondamentale.

I morsi di serpenti sono un problema attuale. Geografia ed economia hanno diviso il mondo tra chi affronta quotidianamente tali rischi e chi osserva da lontano. Non ci resta che sperare che ricerca e politica sviluppino una linea d’intervento comune. Nel frattempo non potremo evitare di essere ancora più inquieti se, durante una passeggiata estiva in montagna, ci sembrerà di sentire un sibilo.

REDAZIONE
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