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Molti siti culturali rischiano di scomparire e la colpa è di uomo e clima

Il World Monuments Watch 2022 mostra che nel mondo i siti culturali che potrebbero presto scomparire sono 25 e l’umanità non può che biasimare se stessa.

Nel mondo i siti culturali da visitare non mancano, ma oggi molti di questi rischiano di scomparire. Il World Monuments Watch 2022 presenta una lista di 25 luoghi storici considerati a immediato rischio e ci ricorda quanto le minacce siano pressanti. Proteggere il patrimonio dell’umanità da cambiamento climatico, turismo di massa e guerre è una priorità, ma fondi e strategie razionali spesso scarseggiano.

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World Monuments Watch 2022

In questo 2022 la selezione dei siti culturali a concreto rischio di scomparire per il World Monuments Watch si è rivelata particolarmente dura. La lista viene redatta con cadenza biennale fin dal 1996 dall’ONG World Monuments Fund. Lo scopo è individuare  le minacce più pressanti per monumenti e luoghi storici e predisporre piani per tutelarli in collaborazione con le comunità locali. Quest’anno l’International Council on Monuments and Sites e gli esperti indipendenti hanno scelto 25 siti in un pool di 225 nomination. I luoghi sono sparsi in 24 Paesi e coprono 12.000 anni di storia. Ad oggi l’organizzazione ha contribuito a vari progetti con 110 milioni di dollari, in oltre 300 siti del mondo.

Siti culturali e clima

Per i siti culturali il cambiamento climatico è una terribile minaccia. Gli eventi meteo estremi e i molteplici fenomeni innescati dal riscaldamento globale non risparmiano, infatti, nemmeno i monumenti. La Città-Moschea di Bagerhat, in Bangladesh, al delta del Gange, è, per esempio, da anni in balia dei cicloni in aumento, in un Paese che sta imparando a convivere con le inondazioni. L’Hurst Castle, nel Regno Unito, costruito nel 1544 da Enrico VIII sta invece crollando a causa delle violente tempeste e dell’innalzamento del livello dei mari. Quest’ultimo fattore minaccia anche il Cimitero di Koagannu, il più antico delle Maldive, che rischia di finire sott’acqua insieme al resto degli atolli, entro il 2100.

Siti culturali e uomo

Alcuni siti culturali corrono il rischio di scomparire anche a causa di azioni molto più dirette riconducibili all’uomo. Il turismo è, infatti, diventato parte integrante dello stile di vita moderno e, tanto gli eccessi, quanto le mancanze a esso connesse, hanno un impatto. Lamanai, allora, antica città-stato Maya risalente al 1.500 a.C. fatica a sopravvivere a politiche aggressive, che non includono le popolazioni locali. Il tempio di Abydos, in Egitto, vira, invece, verso il degrado a causa della sua esclusione da tutti i percorsi culturali, che puntano a mete più popolari. Altri siti, fra cui il paesaggio culturale del popolo Bunong in Cambogia e gli edifici storici di Beirut sono invece minacciati rispettivamente da pratiche agricole non rispettose e dalla devastazione causata dai conflitti.

Il World Monuments Watch 2022 non può che portare a una profonda riflessione. Vedere quanti siti culturali rischiano di scomparire dalla faccia della Terra a causa dell’azione dell’uomo è sconfortante. Davanti a resti che custodiscono millenni di storia a cui non è più possibile accostare la parola eternità, tanto i rimpianti, quanto le giustificazioni perdono ogni pretesa d’importanza.

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Laureata in Filosofia, credo fermamente che ogni sfaccettatura del sapere umano meriti di essere inseguita. Amo la lettura, gli animali e la natura e penso che solo continuando a farsi domande sia possibile mantenere uno sguardo vigile sul mondo.