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Mini lattine, maxi problemi per l’ambiente

Le mini lattine di diverse bibite sono comparse di recente anche sugli scaffali dei nostri supermercati. Ma quali problematiche si celano dietro le mini lattine?

Il lancio è avvenuto negli Stati Uniti e subito ha generato un incremento degli utili per la multinazionale Coca Cola, leader insieme a Pepsi, della produzione di bibite gasate. Le mini lattine in alluminio sono rivolte a un mercato vario, ma soprattutto ai cosiddetti millennials, i ragazzi nati negli anni 2000 che dettano la moda e rappresentano il futuro.

In particolare le mini lattine, forse per il loro grazioso aspetto, hanno conquistato un pubblico sempre crescente. Le motivazioni sono varie e la convinzione più diffusa è proprio quella che con una lattina più piccola si è spinti a bere meno bibita. Mono bibita equivale a meno zucchero e meno calorie, soddisfando quindi le esigenze alimentari di coloro che prestano più attenzione a ciò che mangiano (e bevono).

L’alluminio delle mini lattine

Il problema delle mini lattine però è che se da un lato solo potenzialmente può portare le persone a bere meno bibita (nessuno vi vieta di aprirne più di una infatti), dall’altro si crea una problematica ambientale piuttosto seria legata all’alluminio. Non parliamo di rischi per la salute, non è questa la sede, ma di aspetti legati al processo produttivo. Per ottenere l’alluminio occorre procedere allo scavo a cielo aperto di miniere di bauxite che alterano profondamente l’aspetto dell’ambiente. Dopo l’estrazione, che avviene per mezzo di nastri, il minerale deve essere riscaldato diverse volte per poi poter esser lavorato il lamine e dare vita alle lattine. Il tutto richiede un dispendio energetico davvero smisurato.

alluminio mini lattine

E se da un lato l’alluminio è potenzialmente riciclabile all’infinito, spendendo solo il 5% dell’energia che sarebbe necessaria a produrlo, dall’altro la richiesta di materiale vergine è in costante crescita. Di conseguenza lo scavo di nuove miniere non è destinato a scendere. Non è difficile poi capire che in proporzione occorre più alluminio per produrre le mini lattine rispetto a quelle tradizionali. In altre parole: il quantitativo di alluminio per ml di bibita è maggiore quanto più è piccola la confezione. A questo va ad aggiungersi anche un prezzo maggiore per il consumatore che in un certo senso si fa carico dei costi di produzione della sua graziosa mini lattina.

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Dopo una Laurea in Ingegneria mi sono allontanata dai numeri e avvicinata a nuove forme di espressione, come la fotografia e la scrittura. Il mio blog, Il Cucchiaio Verde, racchiude entrambe le passioni e ha come filo conduttore uno stile di vita vegetariano.