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Microplastiche e acqua potabile: la California si prepara

La relazione tra microplastiche e acqua potabile non è ancora del tutto chiara. In California la ricerca progredisce e la scelta è quella della prudenza.

Le microplastiche sono oggi una piaga praticamente ubiquitaria. I rischi connessi alla salute umana sono in fase di approfondimento. In California a essere sotto indagine è il rapporto tra microplastiche e acqua potabile. L’obiettivo delle autorità è tracciare in tempo delle linee guida e, sebbene non manchino le polemiche, il progetto sta riscuotendo approvazione.

Microplastiche acqua potabile

Una piaga diffusa:

L’allarme su microplastiche e acqua potabile rappresenta la punta dell’iceberg. Queste minuscole particelle, di diametro compreso tra 330 micrometri e 5 mm, sono ormai ovunque. Sono infatti individuabili nel ghiaccio polare, nello stomaco delle balene, e persino sulla cima dell’Everest. Negli oceani il loro peso complessivo è di circa 100.000 tonnellate. Gli studi su questo tipo di inquinamento si stanno susseguendo e le preoccupazioni maggiori riguardano il loro impatto sulla salute umana. Alcune ricerche sui topi hanno mostrato che alti livelli di microplastiche nell’organismo possono sconvolgere il sistema immunitario, il tessuto cardiaco e le dinamiche riproduttive. Alcune particelle si infiltrano poi nell’intestino, causando infiammazioni.

L’obiettivo:

In California le autorità stanno approfondendo il rapporto tra microplastiche e acqua potabile. Nel 2018 una legge ha stabilito l’inizio di 4 anni di test, votati a fornire delle linee guida alle società competenti. Lo scopo è comprendere in quali concentrazioni le microplastiche siano presenti nel sistema idrico e quale sia la soglia di pericolosità. Scott Coffin del Water Resources Control Board ha sottolineato che si tratta di una ricerca sistematica unica. Il lavoro appare, però, lungo e costoso. Eterogeneità delle particelle e rischi di contaminazione lo complicano, poi, ulteriormente, nonostante gli innovativi metodi adottati.

Polemiche:

L’interesse californiano per il rapporto tra microplastiche e acqua potabile ha suscitato reazioni opposte. Molte compagnie del settore hanno infatti ribattuto che non sussiste pericolo.  Diversi ricercatori europei hanno etichettato questo atteggiamento come un tentativo di trasformare un gap di conoscenza in un cardine logico. Susanne Brander, dell’Oregon State University, ha infatti spiegato che non è la tossicità delle microplastiche a essere in dubbio, ma solo la quantificazione dei rischi. Bart Koelmans della Wageningen University ha poi sottolineato che il piano è più che giustificato in un’ottica di prevenzione. La California si sta comunque proponendo come leader di un importante sforzo e l’entusiasmo non manca nemmeno negli USA.

Le preoccupazioni su microplastiche e acqua potabile non possono che apparire giustificate. Rolf Halden dall’Arizona State University ha spiegato che nell’ambiente le componenti di plastica, più longeve di noi, ci stanno sommergendo. Senza un cambiamento il futuro appare segnato. In un contesto in cui respirare, mangiare e persino bere comportano rischi, la linea tra “prevenzione” e “troppo tardi” è fin troppo sottile.

REDAZIONE
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