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Microplastica: arriva il pesce robot che ripulisce le acque contaminate

Un piccolo pesce-robot autosufficiente potrebbe diventare un aiuto per contrastare l’inquinamento da microplastica nelle acque.

Sulla pervasività dell’inquinamento da microplastica ci capita purtroppo di parlare spesso. Dalle tracce di microplastica in Antartide, o sulla punta dell’Everest, alla sua presenza nel sangue di uomo e di animali, fino alla sua presenza nelle acque del pianeta. Proprio per la microplastica presente in acqua un aiuto alla depurazione potrebbe arrivare da un nuovo sperimentale micro pesce robot ideato dal alcuni ricercatori cinesi.

microplastica pesce robot
Foto: Lisa @Pexels

Un pesce robot per eliminare la microplastica

Come si legge sulla rivista Nano Letters dell’Associazione Americana per la Chimica, alcuni ricercatori cinesi dell’Università di Sichuan avrebbero ideato un piccolo pesce robot lungo poco meno di 1 centimetro in grado di catturare particelle di microplastica presente nelle acque con la possibilità in futuro di funzionare da vero e proprio depuratore. Al momento si tratta tuttavia ancora di un progetto in fase sperimentale.

Come funziona il pesce robot?

Per il loro mini pesce robot i ricercatori hanno preso ispirazione da un materiale naturale presente nel mare: la madreperla, il naturale rivestimento delle conchiglie. Il team cinese ha ideato un materiale artificiale ispirato alla madreperla rendendo il loro mini pesce elastico, flessibile e resistente. Il particolare materiale inoltre è stato scelto perché in grado di attrarre i frammenti di microplastica presenti nell’acqua mentre il pesce robot è in movimento funzionando come una “scopa” in grado di attrarre le particelle inquinanti e mantenerle agganciate alla superficie del robot. Il robot è in grado di muoversi in autonomia con una velocità fino a 30 mm al secondo grazie a una coda “fotosensibile” in grado di piegarsi quando colpita dalla luce, spingendo quindi il piccolo pesce in avanti in completa autonomia.

Fino ad ora, spiegano i ricercatori, è stato difficile rimuovere la microplastica dagli ambienti acquatici perché tende ad accumularsi in crepe e fessure. Le soluzioni utilizzate fino ad ora hanno visto l’utilizzo di altri robot flessibili e semoventi ma il materiale utilizzato per questi robot è stato fino ad ora a base di idrogel ed elastomeri, che possono essere facilmente danneggiarsi negli ambienti acquatici. Il pesce robot in questione invece è composto in un materiale capace di rigenerarsi fino all’89% e continuare il suo lavoro anche quando danneggiato dall’ambiente circostante.

Una tecnologia ancora lontana

Per i ricercatori cinesi si tratta tuttavia solo di un “proof-of-concept” ovvero una dimostrazione pratica della validità di un’idea. Affinché il pesce-robot diventi davvero uno strumento nella lotta alla microplastica servirà ancora molta ricerca e sviluppo. Il limite principale della tecnologia ad oggi ad esempio è la possibilità di funzionare solo in acque poco profonde. I ricercatori stanno sperimentando diversi metodi per permettere al pesce-robot non solo di operare in superficie ma di scendere anche in profondità. Al momento saremmo ancora molto lontani da una tecnologia funzionale.

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Laureato in Scienze Politiche e Comunicazione Pubblica, ha lavorato in radio e nel tempo libero si dedica alla scrittura creativa. Da sempre appassionato di cultura, scienza e tecnologia è costantemente a caccia di nuove curiosità in grado di cambiare il mondo in cui viviamo.