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Meno focene nel Mare del Nord: allarme per l’ecosistema

Secondo un recente studio le focene in alcune zone del Mare del Nord sono in netto calo. L’allerta è alta e a essere sotto accusa sono le attività umane.

Le focene abitano diverse zone della Terra. In uno studio pubblicato su Frontiers in Marine Science un team di ricercatori ha analizzato la situazione di questi cetacei nel Mare del Nord. Lo studio si è rivelato innovativo e i dati sono purtroppo allarmanti. Le cause del calo devono essere ancora indagate ma il contributo umano appare evidente e gli scienziati sperano in interventi mirati.

Focene Mare del Nord

Uno studio innovativo:

Nel nuovo studio il team ha analizzato la presenza di focene nella porzione tedesca del Mare del Nord. Le tecniche impiegate sono state varie. La vasta zona da analizzare è stata divisa in sezioni, che permettessero di condurre indagini localizzate e accurate. Sono stati eseguiti rilievi aerei su ogni singola area per tracciare la presenza delle focene. Questi sono proseguiti per circa 20 anni e il lasso di tempo coperto rende il lavoro già degno di nota. Gli scienziati hanno poi integrato i molti dati con un framework di analisi elaborato da Sacha Viquerat, coautore, e con accorgimenti statistici. I numeri rilevati sono stati, per esempio, raddoppiati per includere le focene sott’acqua.

Dati allarmanti:

La situazione delle focene appare preoccupante. Nella parte tedesca del mare del Nord sono in diminuzione. Il tasso di calo è in media del 1.79%, ma in alcune zone supera il 3.8%. Anita Gilles, dell’Università di Medicina e Veterinaria di Hannover ha sottolineato che le focene stanno diminuendo anche nelle aree protette e ciò è problematico. I dati dimostrano che molte stanno migrando verso sud, ma il calo è oggettivo. Il declino delle focene rappresenta un segnale di allarme. Si tratta, infatti di “Animali sentinella”. Svolgono, per così dire, la stessa funzione dei canarini nelle miniere di carbone e sono importanti indicatori della salute di un ecosistema.

Cause e interventi:

I ricercatori hanno affermato che il calo delle focene è dovuto a molteplici fattori. i cambiamenti nell’ambiente e nella disponibilità di prede, però, sembrano riconducibili all’impatto umano. Nel Mare del Nord, infatti, le attività si moltiplicano. La realizzazione di siti per l’energia offshore e, soprattutto, le rotte di grandi pescherecci hanno lasciato un segno indelebile. Le enormi navi traportano reti a strascico e riescono a stare in mare per mesi. Il tasso di catture accessorie è altissimo. Ora i ricercatori sperano che le evidenze rilevate portino a provvedimenti per contenere il fenomeno. Si augurano anche che ricerche su ampia scala siano incentivate, così da permettere di orientare razionalmente gli interventi governativi.

La Gilles ha affermato che quantificare la presenza di una specie in un dato ambiente è fondamentale per l’ecologia. Per questo la ricerca sulle focene non può lasciare indifferenti. Tutelare i mari è un imperativo ma, forse, il momento in cui l’impronta dell’uomo sarà penetrata troppo a fondo per essere sfumata è già arrivato. L’avvertimento delle focene è chiaro e coglierlo non può che essere nel nostro interesse.

REDAZIONE
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