BevandeBirraStoria

Le prime tappe del lungo viaggio della birra

Una bevanda dal passato ricco di sorprese la birra, nei boccali dei Sumeri o nei sepolcri dei faraoni poco importa

Parliamo di una bevanda eclettica quando diciamo ‘birra’. Un lungo trascorso alle spalle, come tante altre preparazioni, ma come poche altre (vedi il pane) scolpita nelle prime pietre che videro l’uomo diventare civilizzato. Una storia che percorre decine di millenni, per un alimento che bene o male ha gli stessi ingredienti sempre: acqua, luppolo e malto. È il gioco costante tra natura, gli elementi di base, e cultura, la lavorazione, a star dietro alla compagna di bevute frizzante e amarognola che abbiamo imparato ad amare.

La prima bionda coi Sumeri

Si pensa che l’origine della bevanda sia da attribuirsi al caso, come spesso accade per le scoperte più sorprendenti, molto probabilmente a opera di una donna e successivamente al pane. Accadde che una pagnotta cotta e lasciata all’aperto si inumidì e la mollica prese a trasformarsi in una pappa densa dalle proprietà inebrianti, la prima birra ancestrale nata da una fermentazione casuale. È stato scoperto un bassorilievo di origini sumere in cui sarebbe riportato il processo per la produzione della birra: orzo, lavorato a formare del pane, successivamente inumidito e trasformato in un impasto in grado di “far star bene chi lo beveva”. Probabilmente il passaggio intermedio della produzione del pane serviva a favorire la conservazione e iniziare a rendere l’orzo fermentescibile.

Le prime tappe del lungo viaggio della birra

Birra e legge a Babilonia

Questa bevanda, progenitrice della moderna cristallina e purissima birra, molto probabilmente veniva sorbita con una cannuccia, per evitare che pezzetti di impasto troppo amari finissero sulla lingua. Nel codice di Hammurabi, lo stesso che riporta il famoso “occhio per occhio”, redatto attorno al 1760 a.C., vengono indicate le prime norme in fatto di birra. Questa bevanda era diventata così importante per la vita degli uomini dell’epoca che vennero fissate delle quote giornaliere da distribuire, tra i due e i cinque litri a seconda della ricchezza del cittadino. Furono imposti anche degli standard qualitativi ante-litteram, punendo severamente chiunque li disattendesse, ad esempio annacquando la birra.

La birra del faraone

L’origine di questa bevanda fu ricondotta dagli egiziani ad una divinità, Osiride, legata alla fertilità e al regno dei morti. La leggenda vuole che la dea diede in dono agli esseri umani i grani fermentescibili, orzo e frumento, ricavandoli dal suo stesso corpo prima di tornare in vita una volta uccisa dal fratello. Come per i Babilonesi anche per gli Egizi questa bevanda ricopriva un ruolo importante nella società: il salario minimo veniva espresso in otri di birra e gli scribi dovettero coniare un geroglifico appositamente per indicare la figura del mastro birraio.

Schiuma per il Mediterraneo

Greci e Romani rimasero anche loro affascinati dalla birra, che dovette però concorrere con un’altra bevanda considerata nettare divino: il vino. Secondo alcune fonti i Greci non ne produssero, sia per l’abitudine alla sua concorrente sia per la difficoltà di coltivare l’orzo, ma era certo che la consumassero, almeno secondo le parole di Senofonte che nella Anabasi parla di una bevanda molto forte sulla quale galleggiavano scorze di orzo e che doveva essere consumata con una lunga cannuccia. Lo stato euforico che la birra donava ai propri adepti era considerato di natura divina, quasi come se la stessa ‘dea Birra’ si impossessasse dei loro corpi.

Fonti: Atuttabirra- Wikipedia – Birrainforma

REDAZIONE

Raccontare e spiegare cibo, sostenibilità, natura e salute. Un obiettivo più facile a dirsi che a farsi, ma nella redazione di inNaturale non sono queste le sfide che scoraggiano. Siamo un gruppo di giovani affiatati in cerca del servizio perfetto, pronti a raccontarvi le ultime novità e le storie più particolari.