Le poesie più belle sulla luna
La luna è da sempre interlocutrice privilegiata di scrittori e filosofi, quindi non stupisce che a essa abbiano dedicato poesie di straordinaria bellezza i più sariati autori. Alcuni hanno insistito sulla capacità del satellite di rischiarare anche le notti più oscure, mentre altri si sono concentrati su quanto essa sappia creare atmosfere magiche, perfette per esitare, riflettere e amare. Andiamo, allora, a scoprire le liriche più belle sull’argomento.

Le poesie più emozionanti sulla luna
“Alla luna” di Giacomo Leopardi
O graziosa luna, io mi rammento
Che, or volge l'anno, sovra questo colle
Io venia pien d'angoscia a rimirarti:
E tu pendevi allor su quella selva
Siccome or fai, che tutta la rischiari.
Ma nebuloso e tremulo dal pianto
Che mi sorgea sul ciglio, alle mie luci
Il tuo volto apparia, che travagliosa
Era mia vita: ed è, né cangia stile,
0 mia diletta luna. E pur mi giova
La ricordanza, e il noverar l'etate
Del mio dolore. Oh come grato occorre
Nel tempo giovanil, quando ancor lungo
La speme e breve ha la memoria il corso,
Il rimembrar delle passate cose,
Ancor che triste, e che l'affanno duri!
“Notte di luna” di Joseph Von Eichendorff
Era come se il cielo, pacato,
avesse baciato la terra,
così che di lui, tra lo splendore
dei fiori, la terra dovesse sognare.
Una brezza passava tra i campi,
le spighe dondolavano appena,
piano i boschi sussurravano
nella notte di stelle serena.
Larghe le sue ali
spiegò la mia anima,
per i campi quieti volò
come se andasse a casa.
“Alla luna” di Percy Bysshe Shelley
E come una signora morente emaciata e pallida,
Che innanzi barcolla, nascosta da un trasparente velo,
Fuori dalla sua camera, guidata dai folli
e flebili deliri del suo cervello snervato,
La luna si levò nel tenebroso est,
Una bianca e informe massa.
Sei pallida perché
Sei stanca di scalare il cielo
E fissare la terra
Tu che ti aggiri senza compagnia
Tra le stelle che hanno una differente
Nascita, tu che cambi
Sempre come un occhio senza gioia
Che non trova
Un oggetto degno della sua costanza?
“Tramontata è la luna” di Saffo
È tramontata la luna
insieme alle Pleiadi
la notte è al suo mezzo
il tempo passa
io dormo sola.
“O falce di luna calante” di Gabriele D’Annunzio
O falce di luna calante
che brilli su l’acque deserte,
o falce d’argento, qual mèsse di sogni
ondeggia al tuo mite chiarore qua giù!
Aneliti brevi di foglie,
sospiri di fiori dal bosco
esalano al mare: non canto non grido
non suono pe ’l vasto silenzio va.
Oppresso d’amor, di piacere,
il popol de’ vivi s’addorme...
O falce calante, qual mèsse di sogni
ondeggia al tuo mite chiarore qua giù!
“Chiaro di Luna” di Victor Hugo
Per amica silentia lunae.
Virgilio
La luna era serena e giocava sull’acqua.
Libera infine e aperta la finestra alla brezza,
e la sultana osserva: il mare che si frange
laggiù e gli scogli neri ricamati d’argento.
La chitarra vibrando le scivola di mano,
ascolta l’eco sorda d’un opaco rumore:
forse un vascello turco, coi suoi tartari remi
dalle spiagge di Kos si muove ai lidi greci?
O sono i cormorani coi loro tuffi lenti
e con le ali imperlate dall’acqua appena mossa?
O di un ginn lassù soffia la smorta voce
e pietre dalla torre fa cadere nel mare?
Chi vicino al serraglio osa turbare l’acqua?
Né il cormorano nero dall’onda carezzato;
né pietre delle mura, nè il suono cadenzato
di un vascello che arranca sull’acqua con i remi.
Sono sacchi pesanti da cui viene un lamento.
Si vedrebbe scrutando l’acqua che li sospinge
come una forma umana tentare un movimento…
La luna era serena e giocava sull’acqua.






