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Le macellerie vegane e vegetariane conquistano il mondo

La nuova moda delle macellerie vegane e vegetariane sta esplodendo in tutto il mondo, diffondendo non solo un’alternativa alimentare sostenibile ma anche un messaggio etico.

Le macellerie vegane e vegetariane, sempre più diffuse, sono la prova di quanto il mercato alimentare si stia espandendo verso nuove inaspettate direzioni commerciali. Se fino a qualche tempo fa poteva sembrare del tutto inverosimile pensare a una macelleria senza carne, questo nuovo concept alimentare è ora una realtà consolidata, apprezzata non solo da chi segue un regime alimentare privo di prodotti di origine animale ma anche da chi vuole sperimentare nuovi sapori, ridurre il consumo di carne o perseguire uno stile di vita più ecologico. Dall’Olanda al resto del mondo i vegan butcher si sono infatti gradualmente affermati come alternativa salutare, naturale e 100% vegetale alle consuete macellerie.

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L’avvento dei prodotti simil-carne a base di proteine vegetali

Circa dieci anni fa, quando le diete alimentari prive di carne e di derivati animali iniziavano a prendere maggiormente piede in Italia, l’offerta di prodotti confezionati, 100% vegetali, era davvero esigua. All’epoca si era ancora ben lontani dall’avere scaffali o reparti alimentari dedicati ai prodotti vegani o biologici, si parlava poco di etichette e degli effetti dell’industria della carne sulla salute nostra e del pianeta. Tra i pochi articoli allora presenti e spesso difficilmente individuabili all’interno dei supermercati c’erano perlopiù bistecche di soia e panetti di tofu dal sapore neutro e poco accattivante. Scegliere di intraprendere una dieta vegetariana o vegana richiedeva quindi un maggiore sforzo di fantasia e creatività nonché discrete doti culinarie.

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Gradualmente hanno poi fatto il loro trionfale ingresso nel mercato alimentare italiano e nella catena di distribuzione nazionale e internazionale una sempre più variegata gamma di golosi prodotti a base di proteine vegetali, valida alternativa per secondi piatti «cruelty free», fino ad arrivare al più recente boom, conseguente a un trend ormai consolidato. Al di là della scelta, condivisibile o meno, di dare a questi articoli nomi, forme e perfino odori e consistenze che potessero ricordare gli equivalenti di origine animale, dettata perlopiù da esigenze di marketing e dal crescente popolo salutista, la loro praticità è innegabile. Apprezzabile anche l’impegno da parte di molte aziende alimentari di puntare a prodotti che non siano solo vegetali e a basso impatto ambientale ma anche saporiti, sani e nutrienti.

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Grazie all’avvento delle varie «polpette di soia», burger e affettati vegetali, macinati a base di seitan e dei tantissimi piatti pronti ormai globalmente disponibili, vegetariani e vegani possono finalmente velocizzare le loro preparazioni, rivisitare in chiave veggy ricette della tradizione e introdurre nuovi sapori nella propria dieta alimentare.

Nasce in Olanda il primo vegetarian butcher

La crescente domanda di questa nuova tipologia di alimenti è naturalmente andata di pari passo con il vertiginoso aumento dei vegani e vegetariani nel mondo e una maggiore sensibilità e attenzione mediatica verso tematiche animaliste e ambientaliste. Parallelamente alla nascita e alla diffusione di formaggi, bevande e ogni sorta di alimento 100% vegetale, anche il mondo della ristorazione e delle catene dei fast food ha pian piano subito una graduale trasformazione e tantissime sono state le aperture di esercizi commerciali dedicati unicamente a questa fetta di mercato. Tra i vari supermercati biologici, ristoranti e pub vegani e perfino gelaterie, pasticcerie e forni cruelty free è nel 2010 che, tra lo stupore di tanti, ha visto la luce la prima macelleria vegetariana del mondo.

Il Vegetarian Butcher è nato in Olanda, dalla volontà dei due fondatori, Koffeman e Korteweg, di diffondere la cultura vegetariana proponendo prodotti tanto simili alla carne da incuriosire ed avvicinare anche una clientela di scettici onnivori. Gli alimenti in vendita sono a base di soia biologica, piselli, porri, lupini e altri legumi e piccole quantità di siero di latte e uova, il tutto di volta in volta lavorato e impastato con una semplice aggiunta di acqua e farina. Non manca anche un piccolo assortimento di «pesce vegetale» a base di alghe. Grandissimo è stato il successo di Vegetarian Butcher, in termini di vendite, visibilità e notorietà internazionale, tanto da arrivare a vendere le sue carni vegetariane a oltre 3.000 negozi in ben 16 paesi.

La vegan butcher mania contagia gli USA e si diffonde nel mondo

La macelleria vegetariana olandese è stata solo la prima di una lunga serie; tanti sono ora i punti vendita sparsi tra gli USA e l’Europa che propongono alimenti alternativi ma simili alla carne, non solo vegetariani ma anche 100% vegani. Uno dei più noti è The Herbivorous Butcher, a Minnepolis (USA) che dal 2016 offre una appetitosa (a detta dei numerosissimi frequentatori) quanto originale e ricercata selezione di tagli di «carne finta», tra cui salsicce italiane, croccante pancetta, maiale cubano e succulente costate di manzo vegane.

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Il boom delle macellerie vegane e vegetariane ha fatto sì che il Time inserisse addirittura il «vegan butcher» (macellaio vegano) tra i 7 nuovi lavori più rappresentativi del 2017. Quello che colpisce è che sempre più onnivori sembrano essere conquistati da questa nuova tendenza e tanti consumatori abituali di prodotti a base di proteine vegetali e sono clienti delle varie «macellerie animaliste», alternando il consumo di carne vera a quella «finta», finendo in alcuni casi con lo sposare addirittura la causa vegetariana o vegana. Che sia l’inizio di una rivoluzione anti-carne? E se le bistecche vegane e vegetariane fossero la nuova carne del futuro?

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Nomade digitale, docente di social media marketing e scrittrice, appassionata di viaggi, arte, tecnologia e alimentazione vegetariana e vegana. In cucina ama prendere spunto dalle sue passioni, aggiungendo ingredienti naturali e un pizzico di creatività.