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Latte artificiale e contaminanti pericolosi: lo studio dell'EFSA

Latte artificiale e contaminanti pericolosi: lo studio dell'EFSA

Parlare di latte artificiale richiede molta delicatezza, ma sono diversi gli studi che puntano il dito su una sua possibile pericolosità. Il problema sarebbero i contaminanti pericolosi, parola dell'EFSA.

Il latte artificiale è un prodotto molto importante per la salute e la corretta crescita dei bambini, in particolare quelli le cui mamme hanno problemi di allattamento. A destare preoccupazione, però, sono i contaminanti pericolosi che possono essere presenti in questo tipo di prodotti. Ad alzare il livello di attenzione sull’argomento è stato l’EFSA, l’Ente Europeo per la Sicurezza Alimentare, che ha individuato in due gruppi di sostanze il pericolo principale: i GE - o glicidil esteri - e il 3MCPD - 3 monocloropropandiolo.

Cosa sono i contaminanti pericolosi

Da dove arrivano questi composti? Durante il processo di raffinazione per prodotti come l’olio di palma, e in generale gli altri olii vegetali, si attraversano alcune fasi in cui la temperatura supera i 200 gradi. È questo eccessivo calore a trasformare composti neutrali o addirittura benefici in contaminanti pericolosi, e tra gli olii il più propenso a formarli rimane quello di palma. Del resto, però, questo grasso era impiegato per il suo contenuto di acido palmitico, utile per i bambini in fase di crescita, ma gli svantaggi sembrano ormai superare i vantaggi.

A questo punto entra in gioco Altroconsumo, che ha selezionato diversi prodotti per l’infanzia e ha svolto alcuni test per valutare la presenza di sostanze pericolose. I risultati li potete vedere nella tabella qui sopra, tenete presente che i dati risalgono a luglio 2016. Potremmo riassumere la questione con una semplice constatazione: dei 13 prodotti per l’infanzia analizzati 10 superavano il limite di assunzione del 3MCPD. E se qualche prodotto superava solo leggermente la soglia di sicurezza altri hanno fatto registrare valori 2 o 3 volte superiori. Il peggiore da questo punto di vista è stato il Blemil 1, che ha fatto registrare valori 15 volte superiori al limite.

Questi calcoli sono stati svolti prendendo in considerazione 3 fasce di età dei lattanti con annessa differenza di peso. Mentre per il 3MCPD è stata misurata la quantità precisa, per i GE Altroconsumo si è limitato a indicarne la presenza. Questo perché la sostanza in questione è ritenuta molto più pericolosa, eppure sue tracce sono state trovate in due prodotti: il Formulat e Blemil. Ora non resta che sperare che la Comunità Europea si esprima in maniera ancora più decisa sulla questione, in modo da stabilire limiti rigidi per l’impiego di ingredienti e sostanze pericolose.

Le informazioni contenute in questo articolo sono da intendersi a puro scopo informativo e divulgativo e non devono essere intese in alcun modo come diagnosi, prognosi o terapie da sostituirsi a quelle farmacologiche eventualmente in atto. In nessun caso sostituiscono la consulenza medica specialistica. L’autore ed il sito declinano ogni responsabilità rispetto ad eventuali reazioni indesiderate.


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