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L’«Arca» dei semi in Artide raggiunge quota un milione di specie

L’Arca dei semi mondiale è situata in Artide. Contiene un campione di tutti i semi delle piante commestibili del mondo e ha raggiunto la cifra di un milione di specie custodite.

L’«Arca» dei semi mondiale situata in Artide presso l’isola norvegese di Svalbard ha raggiunto lo scorso 26 febbraio la cifra record di un milione di specie differenti in custodia. La «banca» internazionale della biodiversità è nota come SGSV, acronimo inglese per Svalbard Global Seed Vault e ha lo scopo di preservare, grazie al freddo naturale, un campione di semi di ogni pianta commestibile dell’umanità

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Un’assicurazione per il futuro

In caso di disastro globale di proporzioni bibliche, non abbiate timore, il patrimonio della biodiversità alimentare mondiale è al sicuro oltre il circolo polare artico. Da una decina d’anni ormai, in territorio norvegese presso la remota e gelida isola di Svalbard, un’«arca» custodisce un campione di semi per ogni pianta coltivata dal genere umano attorno al pianeta.

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Questo 26 febbraio i magazzini del remoto edificio hanno visto arrivare una consegna di campioni di oltre 70.000 diverse colture portando così il numero di specie custodite alla cifra di 1.059.646. Dai comuni cereali fino alle più stravaganti varietà di patate estoni all’orzo utilizzato per la birra irlandese, la «fortezza» dei semi raccoglie un patrimonio dell’umanità con l’intento di preservarlo in caso di calamità globale o per fronteggiare siccità e cambiamento climatico che rischia di far scomparire diverse coltivazioni.

Lo scorso anno l’«arca» ha sofferto il riscaldamento globale quando un allagamento dovuto allo scioglimento inaspettato del permafrost dell’isola ha messo a rischio l’integrità dei semi. Il governo norvegese ha quindi stanziato 14 milioni di euro per rinforzare l’arca dotandola di un accesso impermeabile in cemento e di un edificio di servizio che contiene un generatore e un impianto di raffreddamento d’emergenza. L’edificio è stato costruito nel 2008 al costo di 10 milioni di euro.

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Una sicurezza per il presente

Ma il lavoro dell’edificio non è solo puramente teorico in vista di un futuro poco invitante: nel 2015 i ricercatori hanno effettuato il primo «ritiro» di semi dalle camere di sicurezza per far fronte al danneggiamento di una simile struttura a causa della guerra civile in Siria.

I semi in questione sono stati piantati e quindi depositati nuovamente nell’arca di Svalbard l’anno seguente. «Questo dimostra che l’arca dei semi è una garanzia mondiale per la catena alimentare delle future generazioni» è il commento del ministro dell’agricoltura norvegese Jon Georg Dale. Secondo la stima degli scienziati, esistono circa 2.2 milioni di diverse varietà di coltivazioni nel mondo. Il progetto dell’«arca» di Svalbard è quindi, per ora, solo a metà strada.

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Laureato in Scienze Politiche e Comunicazione Pubblica, ha lavorato in radio e nel tempo libero si dedica alla scrittura creativa. Da sempre appassionato di cultura, scienza e tecnologia è costantemente a caccia di nuove curiosità in grado di cambiare il mondo in cui viviamo.