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Lambrusco: il vino italiano piú bevuto nel mondo

Si pensa che sia quello di Sorbara il lambrusco originale, ma oggi le varietà sono molte e ognuna ha le proprie caratteristiche

La famiglia del Lambrusco comprende numerosi vitigni: dal Lambrusco di Sorbora al Grasparossa, dal Salamino di Santacroce al Reggiano, questi possono presentarsi nelle versioni Secco, Amabile e Dolce, Rosso o Rosato. La produzione del Lambrusco è imponente, lo dimostrano le stime sulle esportazioni, che lo vedono al primo posto con 90 milioni di bottiglie commercializzate in USA, Regno Unito, Germania, Svizzera, Cina e Giappone.

Il solo Lambrusco di Sorbara, prodotto in alcuni comuni del modenese, entra nel mercato con 80 mila ettolitri l’anno (circa 11 milioni di bottiglie). Sempre in provincia di Modena dal Grasparossa di Castelvetro e dal Salamino vengono prodotti circa 100 mila ettolitri.

Il territorio

Le sostanziali differenze tra le diverse varietà di Lambrusco si riscontrano nella zona di coltivazione: Il Lambrusco di Sorbara ed il Salamino di Santacroce crescono in aree pre-collinari, attorno ai comuni di Carpi, Nonantola e Sorbara; quello di Castelvetro si produce invece su territori con pendenze leggermente maggiori ai piedi delle colline tra Vignola e Maranello; il Lambrusco Reggiano continua nella fascia vitata pedecollinare vicino a Scandiano. La grande quantità prodotta è dovuta alche al disciplinare DOC che consente rese per 18 tonnellate/ettaro, lo stesso disciplinare fissa il titolo alcolimetrico minimo di 9,5%.

Lambrusco: il vino italiano piú bevuto nel mondo

Un po’ di storia

Il Lambrusco da cui si sono sviluppate le altre varietà è quello di Sorbara. Si crede che il nome del comune derivi dalla capacità del terreno di assorbire l’acqua, si tratta infatti di un territorio alluvionale compreso tra i fiumi Secchia e Penaro, con un fondo sabbioso, ricco di sostanza organica adatta ad alimentare lo sviluppo del frutto. Anticamente la pianta veniva coltivata maritata a pioppi e olmi, con l’evoluzione delle tecniche agronomiche si è passati ai moderni filari con sistemi di coltivazione a festoni o pergola, per mantenere i grappoli lontani dall’umidità del terreno.

Il vino a tavola

É il vino da tutto pasto per eccellenza, non impegnativo e dissetante il Lambrusco Secco dei diversi tipi va servito fresco ad un temperatura tra i 14 ed i 16 gradi. Nelle versioni Amabile e Dolce può essere abbinato a dolci lievitati, anche se chi ama la nota amabile può tuttavia utilizzarlo per l’intero pasto, specialmente sui piatti della cucina emiliana a condimenti bianchi (burro, formaggio e salse bianche), sui salumi, sul pollame e altre carni bianche arrostite o in umido.

REDAZIONE
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