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L’agricoltura e il disciplinare biologico

L'agricoltura biologica è diventata di fondamentale importanza negli ultimi anni per aumentare la consapevolezza degli effetti che il sistema alimentare esercita sull'ambiente

Le produzioni biologiche sono segnale evidente della necessità di intraprendere un nuovo modo di fare agricoltura, derivante da un’ormai consolidata consapevolezza dei danni provocati dall’agricoltura tradizionale agli ecosistemi agricoli e alla salute dell’uomo.

Cosa significa agricoltura biologica

Per agricoltura biologica si intende un metodo di produzione in grado di assicurare l’autosostenibilità dell’azienda agricola, fondato sull’utilizzo di prodotti e processi presenti in natura, che aiutino a ridurre l’impiego di input esterni alla produzione attraverso la progressiva riduzione di prodotti e medicinali chimici di sintesi.

Cosa significa agricoltura biologica

L’agricoltura biologica è disciplinata dal Reg. CEE 2092/91, che negli anni è stato più volte modificato e integrato, qui si definiscono le norme tecniche di produzione, i canoni per le etichette, i prodotti utilizzabili per la difesa, per la fertilizzazione, per la preparazione e la conservazione dei prodotti. Il regolamento definisce non tanto cosa sia vietato, ma quello che è necessario fare o è possibile utilizzare al fine di conseguire la certificazione per la produzione di alimenti provenienti da agricoltura biologica.

Il mercato del biologico in Europa e i suoi numeri

La dicitura biologico aumenta ogni anno di più il suo appeal sui cittadini europei, ciò emerge da un rapporto presentato dal Servizio di ricerca del Parlamento europeo, basato sui dati forniti dal dossier The world of organic agriculture 2015. Analizzando i numeri dell’inchiesta balza all’occhio come il mercato del ‘bio’ sia in costante aumento nel vecchio continente, dove nel 2013 i consumatori hanno speso più di 22 miliardi di euro, il 6% in più rispetto all’anno precedente. Sono 10,2 i milioni di ettari coltivati in Europa con tecniche considerate biologiche, circa il 5,7% sul totale dei terreni coltivabili, ma se guardiamo solo all’Italia questa percentuale sale all’8,9%.

Nel nostro paese il numero di produttori (45.969) è infatti di gran lunga superiore rispetto agli altri Stati membri, con un giro d’affari del valore di 2 miliardi di euro, il quarto dopo quello tedesco (7,6 miliardi), francese (4,4 miliardi) e del Regno unito (2,1 miliardi). Secondo i dati presentati dal Parlamento Ue, gli europei spendono mediamente 43,80 euro in cibo “bio” l’anno, ma le cifre variano notevolmente da un Paese all’altro; un cittadino danese spende in media 163 euro, in Germania questa cifra scende già a 93 euro. Riguardo a quest’ultimo punto abbiamo approfondito i numeri in un altro articolo a seguito dell’uscita di un ampio studio dedicato proprio alla coltivazione biologica, buona lettura.

Fonti: Aiab – Wikipedia

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