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La tequila scommette su biodiversità e pipistrelli

La tequila scommette su biodiversità e pipistrelli

Il futuro della tequila potrebbe dipendere dalla capacità dei coltivatori d’agave di promuovere la biodiversità, magari con l’aiuto dei pipistrelli.

La tequila ha bisogno di biodiversità e pipistrelli. L’amatissimo distillato sta procedendo su una strada pericolosa che richiede una svolta prima che sia troppo tardi. Le modalità di coltivazioni dell’agave, pianta grassa dalla cui fermentazione si ottiene l’alcolico, si avvale di metodi che potrebbero mettere a rischio il futuro stesso della pianta e quindi del suo derivato più famoso.

Salvare l’agave per salvare la tequila grazie alla biodiversità

L’agave corre un grave rischio ed è questa la ragione per cui il mercato della tequila necessità di biodiversità e pipistrelli. Procedendo con ordine, va premesso che le piante di agave oggi coltivate per la produzione del liquore sono per la maggior parte cloni. Si tratta di un metodo molto comune quando si intende assicurarsi che gli esemplari coltivati posseggano le caratteristiche necessarie alla produzione. Ma questa pratica cela dei rischi non indifferenti. Delle piante geneticamente identiche posseggono sì le stesse caratteristiche ma sono soggette anche alle stesse debolezze. Questo si traduce nel fatto che se una particolare patologia ne colpisse una, finirebbe per attecchire anche su tutte le altre. Nel peggiore dei casi sterminando un’intera specie.

Non si tratta di mera teoria, esemplificativo, infatti, è il caso delle banane. Coltivate con la stessa modalità più volte hanno rischiato l’estinzione a causa della loro debolezza genetica. Per questa ragione la tequila ha bisogno di biodiversità e insetti. Chiarendo il concetto: i produttori di agave devono introdurre maggiore varietà nelle loro colture e fare sì che le piante tornino a riprodursi sessualmente, così come dovrebbe avvenire in natura. Tuttavia le continue clonazioni hanno ridotto la capacità degli esemplari di farlo, ed è qui che entrano in gioco i pipistrelli. I chirotteri infatti potrebbero avere un ruolo centrale nelle colture d’agave in qualità di impollinatori.

Pensando ai pipistrelli si pensa immediatamente alla loro eccellente funzione di «insetticidi», ma in molti ignorano il loro ruolo di impollinatori. Il futuro della tequila è strettamente collegato a quello della biodiversità dell’agave, il quale, a sua volta, è strettamente legato ai pipistrelli. Questi, nutrendosi, del nettare delle piante svolgono un eccellente servizio alla loro capacità riproduttiva, rendendo più sostenibile ai coltivatori l’introduzione di una maggiore varietà all’interno delle loro colture. Si tratterebbe di un’azione orientata alla tutela dell’agave e di conseguenza della tequila. Un altro esempio di come un ritorno alla natura sia la chiave per garantire un futuro sostenibile per tutti noi.


Fabrizio Inverardi
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Chitarrista, motociclista, da sempre appassionato di scienza, tecnica e natura. Sono laureato in Psicologia del Lavoro e della Comunicazione. Curioso per natura amo i viaggi, il buon vino e scoprire cose nuove. Da qualche anno nel settore del marketing digitale e della comunicazione.
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Chitarrista, motociclista, da sempre appassionato di scienza, tecnica e natura. Sono laureato in Psicologia del Lavoro e della Comunicazione. Curioso per natura amo i viaggi, il buon vino e scoprire cose nuove. Da qualche anno nel settore del marketing digitale e della comunicazione.
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