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La storia del Bloody Mary

Il Bloody Mary è un cocktail in cui mito e storia si mescolano dalla sua creazione, all’origine del nome fino alla ricetta classica e le sue varianti.

Il cocktail Bloody Mary è conosciuto da tutti, ma in pochi conoscono le sue origini. Esistono numerose versioni, soprattutto per quanto riguarda la nascita del nome, ma altrettanti documenti che attestano delle fasi importanti del percorso che ha portato alla sua creazione.

La storia del Bloody Mary bicchiere

L’invenzione del Bloody Mary

Il cocktail è stato originariamente creato dall’attore George Jessel nel 1939. Nel giornale scandalistico This New York venne pubblicato, infatti, il primo riferimento: «il nuovo tonico di George Jessel, che sta ricevendo attenzione dagli editorialisti della città, è chiamato Bloody Mary: metà succo di pomodoro e metà vodka».

La storia del Bloody Mary preparazione

Fu, poi, il francese Fernand Petiot a creare la versione definitiva del cocktail, aggiungendo alla base già pensata spezie e piccoli accorgimenti. Il New Yorker Magazine nel luglio 1964 cita: «Io ho dato via al Bloody Mary odierno, George Jessel disse di averlo creato, ma non era altro che vodka e succo di pomodoro quando lo rilevai. Io copro il fondo dello shaker con quattro grosse prese di sale, due di pepe nero, due di pepe di Caienna e uno strato di salsa Worcestershire; quindi, aggiungo una spruzzata di succo di limone e del ghiaccio tritato, verso due once di vodka e due di spesso succo di pomodoro. Scolo, filtro e verso».

Origine del nome Bloody Mary

L’epiteto Bloody Mary viene associato a diversi personaggi femminili, storici o fittizi. In particolare, una versione vuole che il Bloody Mary prenda il suo nome dalla Regina Maria I Tudor, detta la sanguinaria per le violente persecuzioni perpetrate nei confronti dei protestanti.

La storia del Bloody Mary

Tra gli altri nomi che intrecciano la loro storia con quella del cocktail c’è anche Hemingway: lo scrittore, incallito bevitore, si era seduto al bancone del bar lamentandosi che la moglie Mary avesse scoperto il suo vizio. Bernard Azimont, per alcuni il vero padre del Bloody Mary, gli propose questo drink con vodka e succo di pomodoro, in grado di inibire la componente alcolica. Il giorno successivo Hemingway entrò nel locale esclamando «quella maledetta Mary (Bloody Mary in inglese) non si è accorta di nulla».

Ricetta originale e varianti

Il Bloody Mary è nato come aperitivo, anche se negli anni si è radicato il suo consumo anche come rimedio dopo una forte ubriacatura.

La ricetta originale, classificata dall’IBA (International Bartenders Association) è:

  • 4,5 cl di vodka
  • 9 cl di succo di pomodoro
  • 1,5 cl di succo di limone
  • 2/3 gocce di salsa Worcestershire
  • 1 pizzico di sale
  • Sedano
  • Pepe nero
  • Tabasco
La storia del Bloody Mary Bull Shot

Del Bloody Mary ne esistono infinite varianti, quale ad esempio il Virgin Mary ossia la sua versione analcolica. Una variante più interessante e particolare, servita anche nei ristoranti di alta qualità, è il Bull Shot dove viene inserito nel mixer brodo di carne al posto del succo di pomodoro.

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Laureata in Scienze Gastronomiche, viaggio alla costante ricerca di nuovi spunti. Contagiosa nella passione e nella condivisione del mondo degli spirits, perennemente in bilico tra la filosofia del sapore e una degustazione di vino.