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La stevia per la prima volta più usata dell’aspartame

La stevia per la prima volta è più utilizzata dell’aspartame come dolcificante nei nuovi prodotti lanciati sul mercato. Dal 2010 in avanti il suo utilizzo cresce anche in Europa.

I prodotti dolcificati a base di stevia sono stati più comuni nel 2017 rispetto ai nuovi prodotti contenenti aspartame. I dati arrivano da un rapporto redatto dall’agenzia di ricerca di mercato Mintel e ha tracciato l’andamento del dolcificante naturale nell’ultimo anno. I dati confermano un trend previsto già nel 2010 quando la stevia è stata dichiarata utilizzabile anche nel mercato europeo.

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Consumi in crescita

I dati del rapporto evidenziano i numeri relativi al lancio mondiale di nuovi prodotti alimentari. In totale i prodotti dolcificati con Stevia sono cresciuti del 13% lo scorso anno rispetto al 2016. Del totale di tutti i prodotti dolci lanciati nel 2017, il 28% erano a base di stevia: un numero per la prima volta superiore ai prodotti a base di aspartame fermo al 25%.

Le regioni che anno visto un maggiore incremento sono state l’Asia Pacifica (Cina, Indonesia e Australia) e l’Europa. In Asia Pacifica ben 40% dei nuovi prodotti erano a base di stevia, in Europa circa il 22%. L’aumento è dovuto soprattutto a sempre più giganti dell’alimentazione che stanno optando per la stevia come base dolcificante. A condurre il mercato soprattutto il settore delle bevande e dei soft-drink.

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L’addio ai dolcificanti artificiali?

Quella della stevia è una storia travagliata. Da secoli è utilizzata dalle popolazioni del Sud America come dolcificante naturale e come rimedio nella medicina locale. Ciò nonostante è stata a lungo vietata negli Stati Uniti e nei paesi dell’Unione Europea perché alcune componenti della pianta erano considerati tossici. Negli USA la stevia e i suoi principi attivi sono consentiti dal 2008, in Europa dal 2010. Da allora tuttavia sempre più fette di mercato stanno scegliendo di abbandonare i dolcificanti artificiali in favore della stevia.

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Il mercato della stevia come ingrediente, secondo Mintel, è destinato a valori di crescita in doppia cifra nei prossimi tre anni con stime che variano dal 20% al 40% all’anno. Secondo l’International Stevia Council, se le previsioni si avverassero, stiamo parlando di un giro d’affari di oltre un miliardo di euro.

Cos’è la Stevia?

Come già accennato la stevia è una pianta nativa delle regioni montagnose sudamericane nota da secoli per le sue proprietà dolcificanti. L’estratto utilizzato per la dolcificazione è derivato dalla foglia della pianta dove sono contenuti i principi attivi noti come stevioside e rebaudioside A. Le foglie essiccate hanno una capacità dolcificante dalle 40 fino alle 320 volte più alta del comune saccarosio.

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Non solo, il vantaggio della stevia è che i suoi principi attivi hanno un valore nutrizionale praticamente nullo consentendo la dolcificazione senza l’aggiunta di ulteriori calorie al cibo. La stevia inoltre può essere consumata anche da chi soffre di diabete. I principi attivi della pianta infatti non influiscono sui livelli di insulina. Non stupisce quindi come sempre più l’industria alimentare stia rivolgendo l’attenzione verso questa pianta.

Le informazioni contenute in questo articolo sono da intendersi a puro scopo informativo e divulgativo e non devono essere intese in alcun modo come diagnosi, prognosi o terapie da sostituirsi a quelle farmacologiche eventualmente in atto. In nessun caso sostituiscono la consulenza medica specialistica. L’autore ed il sito declinano ogni responsabilità rispetto ad eventuali reazioni indesiderate.

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