La differenza tra grano e granoturco
La differenza tra grano e granoturco è netta, sia dal punto di vista botanico, sia da quello pratico. Se il primo è originario dell’Asia ed è oggi la base di pane e pasta tradizionali, il secondo trova i suoi natali in Centro America e altro non è che il mais. Quest’ultimo è dunque impiegato per la preparazione della classica farina gialla e risulta privo di glutine.

Grano vs. granoturco, la differenza
La differenza tra grano e grano saraceno è, prima di tutto, botanica. Grano, che deriva da latino granum, cioè chicco, è sinonimo di frumento, che è il nome generico delle diverse specie e varietà di piante del genere Triticum della famiglia delle graminacee La coltivazione di queste risale alla Preistoria e le sue origini geografiche sono da collocare in Mesopotamia.
Granoturco è, invece, un altro nome per indicare il mais. Quest'ultima parola deriva dallo spagnolo maiz, voce della lingua aruaca (Arawak è una delle più importanti famiglie etno-linguistiche dell'America Meridionale). Si tratta di una pianta annua – Zea mays – della famiglia delle graminacee, originaria del Nuovo Mondo e introdotta in Europa subito dopo la scoperta dell’America. È coltivata in numerose varietà in tutte le regioni temperate e in Italia rappresenta la coltura cerealicola più importante dopo il frumento.
Grano e granoturco: gli usi
A fare la differenza tra grano e granoturco sono anche infiorescenze e cariossidi (i frutti propri dei cereali). Il primo produce, infatti, spighe e chicchi piccoli, dalla forma allungata che sono divisi da un piccolo solco longitudinale. Nel mais, invece, troviamo le celeberrime pannocchie e i chicchi risultano più grandi, bombati e disposti in file ordinate.
Il frumento si impiega, dunque, sia per l’alimentazione umana, sia per la paglia, utilizzata in vari modi: come alimento e lettiera del bestiame, per l’estrazione della cellulosa, per la preparazione di carta e, più raramente, di combustibile. Il mais, la cui coltivazione può esser fatta per granella o per foraggio, è largamente impiegato a sua volta nell’alimentazione umana, ma anche nella preparazione di mangimi per animali o per ricavarne amido e olio. Per questi usi viene per lo più sottoposto a macinazione.
Farine, glutine e usi in cucina
Guardando agli alimenti che si ricavano da grano e granoturco la differenza si conferma netta. Quanto al primo cereale, possiamo fare una distinzione tra grano duro e tenero. La varietà forte si adatta bene alle regioni calde e asciutte e ha cariossidi che forniscono una farina usata soprattutto per la fabbricazione di pasta. Quello tenero si adatta meglio al clima delle regioni temperate, ha granelli opachi e ricchi di amido, ottimi per la panificazione.
Dal mais si ricava, invece, la tipica farina gialla, priva di glutine, utilizzata per realizzare la polenta. Questa viene impiegata anche per particolari tipi di dolci o per dare vita a panature alternative. I grani di alcune varietà di mais possono essere consumati direttamente come alimento (sugar corn) o trasformati in fiocchi (corn flakes) e in prodotto soffiato (pop corn).
Grano e granoturco non sono dunque sinonimi e a fare la differenza sono spesso le esigenze alimentari per cui vengono consumati. Il secondo appare leggermente più calorico del primo, 350 calorie per 100 grammi di prodotto contro le 310 kcal per 100 g del frumento, ma essendo naturalmente gluten-free rappresenta una valida alternativa per i celiaci.
FAQ
Il granoturco è mais?
Sì, granoturco e mais indicano esattamente lo stesso cereale.
Il mais contiene glutine?
No, il mais, ovvero il granoturco, è naturalmente privo di glutine.
Perché si chiama granoturco?
Il granoturco si chiama così perché, nei secoli passati, l’aggettivo “turco” veniva associato a tutto ciò che era esotico ed estraneo alla cultura locale. Il mais, importato dall’America, aveva, appunto, questa connotazione.






